EUROPA. Nuova Consumers Rights Directive divide consumatori e Pmi

Dopo l’approvazione della nuova direttiva comunitaria per i diritti dei consumatori da parte del Parlamento europeo in prima lettura (la parola passa adesso al Consiglio Ue il prossimo luglio) non tardano ad arrivare le prime reazioni dal mondo dell’impresa e dei consumatori. Se quest’ultimi sono soddisfatti per le principali novità introdotte sugli acquisti on line (il consumatore ha 2 settimane di tempo dal ricevimento del bene per cambiare idea sull’acquisto e deve avere a disposizione informazioni chiare sul prezzo e sul contratto), le associazioni in rappresentanza delle Pmi sono molto critiche soprattutto per "l’aumento della burocrazia che si verrà a creare".

"La nuova direttiva è dannosa e onerosa" secondo l’European Association of Craft, Small and Medium-sized Enterprises (UEAPME). "Il compromesso imposto dal Parlamento europeo aumenterà il carico amministrativo per i piccoli commercianti senza soddisfare un equo bilanciamento tra i bisogni dei consumatori e quelli delle aziende". "Il testo così come approvato contraddice il principio del Think Small First e fa davvero poco per aiutare il mondo delle Pmi specie in un momento di grossa crisi". Anche secondo l’European Association of Chambers of Commerce and Industry (Eurochambres) "la direttiva è dannosa per milioni di Pmi in tutta Europa dal momento che produrrà insicurezza ed enormi e sproporzionati costi amministrativi per le aziende senza che i consumatori ne guadagnino un granché". Più temperata la reazione di BusinessEurope, che rappresenta 40 grandi federazioni industriali (compresa Confindustria). "Avremmo preferito la proposta originale della Commissione europea, ma siamo comunque soddisfatti del fatto che sia rimasta una standardizzazione totale delle legislazioni europee, indispensabile per permettere un più integrato mercato interno all’Ue", ha detto il Direttore generale Philippe de Buck.

Soddisfazione invece dal mondo dei consumatori. Monique Goyens, Direttore generale dell’European Consumers’ Organisation (BEUC) è convinta che "i consumatori beneficeranno delle maggior trasparenza e delle maggiori informazioni, in particolare negli acquisti online, ad esempio quando si comprano biglietti aerei. Basta ad aggiunte di prezzi a loro insaputa sulle carte di credito". Secondo l’UK consumer organisation "non bisogna fermarsi a questa direttiva. Adesso vogliamo una legislazione europea sulla risoluzione delle dispute commerciali anche internazionali così come un’efficace class action".

La commissaria Ue alla giustizia Viviane Reding è soddisfatta. "Grazie a questa direttiva i consumatori di tutta Europa sono più protetti specie su Internet dove molti servizi vengono spacciati per gratuiti e invece hanno dei costi". Gli utenti non cascheranno più in tranelli di assicurazioni non volute o noleggi di macchine quando comprano un biglietto aereo. Inoltre tutti avranno ben 14 giorni per restituire un bene acquistato a distanza e sul quale si è cambiato idea".

 

di Alessio Pisanò

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