EUROPA. Nuove misure per la libera circolazione delle merci

Il Parlamento europeo ha adottato ieri un pacchetto legislativo della Commissione del mercato interno sulla libera circolazione delle merci all’interno dell’UE. Il rapporto adottato introduce tre direttive sul riconoscimento reciproco e sulla sorveglianza nel mercato. Gli eurodeputati mirano a rendere la vendita delle merci all’interno dell’UE più facile, rafforzando nello stesso tempo la fiducia del consumatore nel marchio "CE". La libera circolazione delle merci è uno dei principi di base del mercato unico, la base per la coesione economica dell’UE, che rafforza la crescita economica e la competitività in Europa. Tuttavia una semplice mancanza di informazioni sui diritti e sugli obblighi di circolazione genera delle barriere al libero scambio all’interno dell’UE.

Come previsto dal Trattato, nessuno Stato membro può impedire la vendita sul proprio territorio di un prodotto che è introdotto legittimamente da un altro Stato membro. Ci sono delle eccezioni, ad esempio le restrizioni tecniche ben giustificate o quelle introdotte per ragioni di evidenti necessità; ma queste non spiegano tutti i problemi che ci sono per i prodotti importati da un Paese a un altro.
L’UE ha confermato la validità del principio di riconoscimento reciproco, che si applica al 25% dei prodotti "non armonizzati", cioè quelli non coperti dai regolamenti di standardizzazione europei.
La relazione dell’eurodeputato Alexander Stubb (EPP-ED, FI) introduce l’applicazione di determinate regole tecniche nazionali ai prodotti scambiati legittimamente in un altro Stato. E’ necessaria una certezza legale più grande: le condizioni in cui un membro può imporre una regola che esclude un prodotto dal relativo mercato saranno più chiare e rigorose. Sarà migliorato anche lo scambio di informazioni tra gli Stati. I vari Paesi sono responsabili della sorveglianza dello scambio delle merci sul proprio territorio, ma anche le autorità nazionali sono responsabili per l’accreditamento delle merci, che è l’ultimo livello di controllo per la conformità alle regole.

L’arrivo di nuovi prodotti, la crescita delle importazioni da altri Stati non europei, i diversi approcci e regolamenti dei membri europei e una gamma di altri fattori, ha spinto la Commissione a presentare al Parlamento e al Consiglio, a febbraio 2007, due progetti di direttiva sulla disposizione delle merci nel mercato. L’obiettivo del primo progetto è quello di stabilire una struttura comune per l’accreditamento delle persone, mentre il secondo traccia i principi e gli standard di sicurezza per la sorveglianza del mercato. Pratiche differenti di sorveglianza aumentano i rischi di distorsione della competizione e crea un trattamento iniquo delle merci da parte degli Stati membri. Questo è valido specialmente per i prodotti che sono pericolosi alla salute o all’ambiente e che sono ritirati dal mercato. Il testo emendato dalla Commissione propone di chiarire alcune definizioni, così come gli obblighi degli operatori economici e del controllo dei prodotti dei Paesi non europei.

Il pacchetto legislativo si occupa infine delle incertezze affrontate dai consumatori che comprano un prodotto identificato con un’etichetta nazionale o la marcatura CE. Gli eurodeputati hanno rifiutato la proposta del contrassegno "CE+" che indicherebbe che un prodotto è stato controllato da un corpo di verifica. Si è raggiunto l’accordo invece su una singola definizione del marchio CE e sulle regole che governano la responsabilità dei fornitori che decidono di usare questo contrassegno sulle loro merci.

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