EUROPA. Ocean2012 chiede pesca sostenibile nei mari europei

Pescatori (medio-piccoli) e associazioni ambientaliste hanno consegnato una dichiarazione alle istituzioni Ue per promuovere una pesca sostenibile nei mari europei attraverso la riforma della Politica comune della pesca (Fep). La dichiarazione è stata firmata da 148 gruppi animalisti ed esponenti della società civile in vista dell’audizione di domani (11 ottobre) al Parlamento europeo sulla proposta della riforma pesca europea. La maggior parte dei pescatori europei sono di piccole e medie dimensioni e pescano in maniera non intensiva. Il loro impatto, secondo Ocean2012, è relativamente basso rispetto ai grandi pescherecci che pescano ad alta quota.

"La nuova Politica europea della pesca deve fermare il fenomeno dell’overfishing e premiare quei pescatori che operano in modo sostenibile e socialmente responsabile con un accesso preferenziale alle risorse ittiche. Nonostante questi pescatori costituiscano il cuore delle comunità costiere europee, i loro interessi sono stati sottovalutati dalla revisione della Fep che guarda alla quantità piuttosto che alla qualità", ha affermato Jerry Percy della New Under Ten Fishermen’s Association (Nntfa) e Ocean2012.

L’Overfishing (letteralmente "sovrapesca") consiste nell’impoverimento delle risorse ittiche causato da un’eccessiva e non razionale attività di pesca. Si può verificare in qualsiasi ecosistema acquatico, dai torrenti, ai laghi, agli oceani. Una specie è oggetto di sovrapesca quando viene pescata più velocemente di quanto riesca a riprodursi. L’overfishing è all’origine di gravi squilibri nei ritmi biologici di crescita e di conservazione della biodiversità. Per evitare questo fenomeno, la normativa europea prevede dei periodi di stop in cui la pesca è vietata in determinate acque per permettere agli stock ittici di riprodursi.

In Italia ci sono stati grossi problemi relativi alla pesca del tonno rosso nel Mediterraneo, a rischio estinzione secondo le associazioni internazionali. Nel Mar Adriatico si è appena ripreso a pescare dopo due mesi di stop forzoso della pesca. Finora il periodo di fermo non era mai stato così lungo. Tuttavia quest’anno ci sono parecchi dubbi sullo stato di salute del mare che presenta acque con temperature alte rispetto alla media stagionale ed un fenomeno di schiuma di cappuccino dovuto alla proliferazione di Diatomee, fenomeni che potrebbero incentivare la riduzione gli stock ittici.

di Alessio Pisanò

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