EUROPA. Pacchetto energia, strategia di Lisbona e situazione in Tibet nel dibattito al Parlamento Ue

"Come coinvolgere altri attori principali – Cambiamento climatico, adattamento nei Paesi terzi e sicurezza globale": è questo il titolo della sesta sessione tematica tenuta oggi dalla Commissione temporanea sul cambiamento climatico a Bruxelles, presso il Parlamento europeo. L’intervento principale del dibattito è stato quello del premio Nobel per la pace 2007, nonché presidente del Comitato intergovernativo sul cambiamento climatico, l’indiano Rajendra K. Pachauri. Il premio Nobel ha parlato dell’importanza di una politica sociale e di una consapevolezza ambientale globale. La calotta polare si sta sciogliendo ed è urgente tutelare il nostro clima.

Tutti gli interventi hanno sostenuto il pacchetto sull’energia, adottato dalla Commissione Ue, pur sapendo che costerà 2 miliardi di euro all’anno, quindi 10 miliardi di euro fino al 2013. Anche se l’Unione Europea non può essere l’unica a tagliare le emissioni di CO2, deve comunque essere leader nella lotta al cambiamento climatico.

"Penso che sarebbe una risposta sbagliata quella di interrompere le politiche di Lisbona – ha dichiarato Janez Jansa, membro del Consiglio. "E’ necessario includere sempre la politica sociale, però solo con una crescita reale si può creare una base per quella sociale, quindi per la strategia di Lisbona. La politica sociale è inclusa in tanti altri progetti della presidenza slovena". "Nel testo del Trattato di Lisbona – ha concluso Jansa – c’è il termine sociale, ma c’è bisogno di uno spirito che faccia del sociale il motore della politica europea. Solo così possiamo convincere i cittadini del bene dei nostri interventi".

Si è parlato molto dell’importanza della quinta libertà, quella della libera circolazione delle informazioni e della conoscenza e della necessità di fondi europei per cofinanziare le nuove energie. Il consiglio si è dimostrato in perfetta sintonia con il Parlamento. Alcune divergenze si sono viste a livello di ambizioni. Ma quella del cambiamento climatico e delle energie rinnovabili deve essere comunque una politica comune ai 27 stati membri, nella consapevolezza che già questo non è un risultato da poco.

Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, ha ricordato che a Bali si è ribadita la volontà di tagliare le emissioni di anidride carbonica, di sostenere le fonti di energia rinnovabili e di promuovere i rimboschimenti.

"Sarà una vera e propria sfida quella che ci aspetta – ha dichiarato Barroso – ma credo che con l’impegno del Parlamento europeo, dimostrato già in passato, ci riusciremo. Credo che intorno alla strategia di Lisbona ci sia una maggiore consapevolezza della dimensione sociale. Non bisogna però chiedere alle istituzioni europee quello che non possono fare", ha aggiunto Barroso. "Per l’occupazione, i servizi sanitari nazionali ecc, non è l’Ue che deve intervenire, ma i singoli Stati. Noi possiamo fissare, come abbiamo fatto con la strategia di Lisbona, degli obiettivi. La crescita sostenibile è uno di questi. Abbiamo bisogno del sostegno dei governi nazionali. Nel pacchetto di maggio arriveremo a proposte legislative, ma abbiamo bisogno dell’impegno di tutti".

Il Parlamento europeo fa sentire la sua voce anche sulla situazione del Tibet, a pochi giorni dalla riunione dei ministri degli Esteri. Per l’occasione il Dalai Lama ha inviato una lettera in cui ringrazia il sostegno di tutti gli eurodeputati in un momento di grande difficoltà.

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