EUROPA. Parlamento UE: “Multilinguismo favorisce la mobilità”

La conoscenza delle lingue straniere costituisce un aspetto indispensabile per un’autentica realtà europea e per un’agevole mobilità dei cittadini all’interno dell’UE. E’ ciò che sostiene Manolis Mavrommatis in una relazione sul multilinguismo adottata dal Parlamento europeo il 27 aprile scorso. Secondo i deputati dell’assemblea di Strasburgo occorrono a tal fine politiche più incisive per promuovere l’insegnamento delle lingue sin da bambini e l’introduzione di un indicatore europeo di competenza linguistica per consentire una valutazione affidabile sul grado di conoscenza raggiunto.

In particolare, sostiene il Parlamento Ue, ogni cittadino dovrebbe saper parlare almeno altre due lingue oltre la lingua materna. Una sola lingua franca viene, infatti, ritenuta insufficiente per favorire il pieno esercizio dei diritti e delle libertà derivanti dalla mobilità all’interno dell’Unione e per poter dar vita ad un mercato del lavoro realmente europeo.

Secondo i dati forniti di Eurobarometro, circa il 50% dei cittadini europei dichiara di poter sostenere una conversazione in una lingua diversa da quella propria. Tuttavia esistono notevoli diversità fra i diversi Stai membri. Il nostro Paese purtroppo si colloca nelle ultime posizioni, dato che solo il 36% degli intervistati si dichiara capace di interagire in una lingua diversa dall’italiano. Gli idiomi stranieri più parlati in Italia sono l’inglese (29%), il francese (11%), il tedesco e lo spagnolo (4%). Oggi, l’italiano è il quinto più parlato come lingua straniera nell’Unione europea: prevale l’inglese con il 38% di cittadini europei, seguono francese e tedesco (14%), lo spagnolo (6%), quindi l’italiano (3%).

 

Comments are closed.