EUROPA. Petizioni al Parlamento Europeo: ambiente e diritti umani

Tutela dell’ambiente e rispetto dei diritti umani. Queste le parole chiave del rapporto sull’attività 2010 della commissione petizioni del Parlamento europeo. Tra le 1.655 petizioni ricevute (1.924 nel 2009) spiccano quelle relative alla protezione dell’ambiente e al rispetto delle direttive comunitarie come Natura 2000 e Uccelli ed Habitat. L’Italia è quarta nella classifica delle petizioni totali rivolte a Bruxelles, preceduta da Spagna, Germania e Ue nel complesso. Esemplare il caso delle numerose petizioni sulla spazzatura e sulle discariche in Campania che hanno contribuito all’intervento della Commissione europea che ha deciso da ultimo di bloccare i fondi comunitari. Un altro caso è la petizione dei cittadini della Val di Susa contrari all’alta velocità sulla Torino-Lione. A questo proposito gli eurodeputati lamentano la negligenza di certi Stati "nell’applicare la legislatura ambientale europea" e chiedono alla Commissione "di monitorare l’intero processo della loro applicazione".

Particolare attenzione anche ai Diritti umani. Gli eurodeputati plaudono alla decisione della Commissione di stabilire il 2013 come "Anno europeo della cittadinanza", ma le rimproverano che, nonostante le molte petizioni riguardanti la Carta del diritti fondamentali, continui a rifiutare ripetutamente di intervenire preventivamente nelle situazioni a rischio.

Legge popolare da 1 milione di firme. La commissione petizioni chiede anche di essere la rappresentate del parlamento europeo nel procedimento di registrazione della nuova legge d’iniziativa popolare prevista dal tratto di Lisbona e attualmente allo studio della Commissione. Questa iniziativa consentirebbe ai cittadini di proporre direttamente alla Commissione di legiferare su un determinato argomento previa raccolta di 1 milione di firme. La prima petizione è stata già raccolta da Greenpeace per dire No agli Ogm in Europa, ma è al momento bloccata per motivi tecnici.

Per facilitare l’accesso dei cittadini a sottoscrivere una petizione, oggi possibile tramite il sito dell’Europarlamento, la commissione propone la creazione di un portale web apposito con tutte le informazioni del caso e I link utili.

 

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