EUROPA. Prodotti alimentari di serie B venduti nell’est Europa

Un’associazione di consumatori in Slovacchia accusa le grandi multinazionali alimentari di vendere prodotti di qualità inferiore nei Paesi dell’Est. Sotto accusa grandi marchi come Coca Cola, Kotanyi, Nescafé, Jacobs Kronung e Tchibo Espresso. Analisi di laboratorio all’Istituto nazionale alimentare e zoofilattico slovacco, commissionate dall’associazione, rivelerebbero ingredienti di seconda scelta e in percentuale inferiore agli stessi prodotti venduti negli altri Paesi europei. I Paesi nei quali finirebbe i prodotti di serie B sono gli ultimi entrati nell’Unione Europea, come Slovacchia, Romania, Bulgaria e Ungheria.

Ad esempio la Coca Cola venduta in questi Paesi contiene isoglucosio prodotto dal grano, ben più economico che quello prodotto dalla normale canna da zucchero (saccarosio) utilizzato in Germania e Austria. Poi il pepe rosso della Kotanyi contiene 108,9 g di pepe per kg contro i 140 g degli altri mercati. Anche nel Nescafé Gold ci sono differenze di concentrazione del prodotto, giustificato dal responsabile aziendale di Praga come "un venire incontro alle diverse esigenze dei consumatori in Europa".

I commenti. "Guarda caso questi prodotti sono venduti nei Paesi neo entrati nell’Ue, mai ad esempio nel mercato tedesco", commenta Miloš Lauko, presidente dell’associazione dei consumatori che ha lanciato l’allarme. Più duro il Ministro all’agricoltura bulgaro, Miroslav Naydenov, che giudica questi doppi standard "anormali".

La denuncia è arrivata a Bruxelles, dove però la Commissione europea ha sancito che le multinazionali sono libere di variare i propri prodotti a seconda delle esigenze di mercato, a patto che siano rispettate le normative sulla sicurezza alimentare e sull’etichettatura. Frederic Vincent, portavoce del Commissario Ue ai consumatori John Dalli, ha confermato che le aziende non sono obbligate a immettere sul mercato internazionale gli stessi prodotti dappertutto.

di Alessio Pisanò

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