EUROPA. Radiazioni dal Giappone, HPA: stanno arrivando in Europa

RADIAZIONI IN EUROPA – Le radiazioni del disastro nucleare di Fukushima, Giappone, arrivano in Europa. A lanciare l’allarme è la britannica Health Protection Agency (HPA), che ha rilevato negli ultimi nove giorni una preoccupante presenza di iodio nell’aria nella sua stazione di Oxfordshire (Inghilterra) e Glasgow (Scozia). L’agenzia chiarisce che i livelli rilevati restano comunque troppo bassi per nuocere alla salute. Si parla di una media di 11 micro-Becquerel per metro cubo (l’unità di misura del Sistema internazionale dell’attività di un radionuclide), anche se con picchi di 300 micro-Bq. "Questi livelli potrebbero aumentare nei prossimi giorni, ma resteranno comunque al di sotto della soglia di pericolo per l’uomo", si legge in un comunicato. Simili rilievi sono stati registrati in Germania e Svizzera.

GIAPPONE – Intanto si comincia a temere che nelle acque giapponesi ci sia una contaminazione maggiore di quanto creduto. Secondo le misurazini dell’Agenzia per la Sicurezza Nucleare del Giappone, le acque vicine al reattore 1 di Fukushima contengono 3.355 volte la quantità limite di iodio stabilita. Fortunatamente, rende noto l’agenzia, il ciclo di vita massima di 8 giorni dello Iodio 131, dopo i quali la sua radioattività si dimezza, rende difficile il rischio per l’essere umano. "Anche considerando la rilevante concentrazione riscontrata nei mari vicino Fukushilma, l’alta deperibilità di questi elementi abbassa il rischio per la salute umana", ha dichiarato Hidehiko Nishiyama, vice Direttore generale dell’agenzia nucleare giapponese. Proprio lo Iodio 131, rilasciato in abbondanza nell’atmosfera durante il disastro nucleare di Chernobyl, è scientificamente considerato la causa scatenante dell’alta frequenza di tumori alla tiroide dopo il 1986 in Ucraina. Intanto le compagnie navali giapponesi stanno lavorando per contenere il diffondersi di radiazioni, impedendo alle imbarcazioni straniere di passare troppo vicino al Giappone.

BRUXELLES – Intanto in Europa prosegue il dibattito sugli strees test. Recentemente il Regno Unito ha fatto sapere di non essere intenzionato ad effettuare questi test, che possono essere attuati solamente su base volontaria. Proprio in Gran Bretagna ci sono già 19 impianti nucleari in funzione ed altri 13 sono in progettazione. Anche la Francia comincia ad opporre resistenze. A quanto pare, Parigi sarebbe contraria ad includere l’opzione di ""attacco terroristico nel carnet di misure di sicurezza che gli stress test dovranno prevedere. Le modalità di questi test, lanciati dal commissario Ue all’Energia Guenther Oettinger, dovranno essere stabiliti nel dettaglio entro fine 2011 e prontamente applicati. Per tutta risposta, a Bruxelles, il Comitato Ue per la catena alimentare e la salute degli animali ha deciso di rafforzare i controlli sulle importazioni da 12 prefetture del Giappone, Fukushima compresa. Questi prodotti dovranno essere accompagnati da una dichiarazione della autorità giapponesi che attestino un contenuto di radionucleidi inferiore al livello massimo permesso nell’Ue, con riferimento specifico alla presenza di Iodio 131, di Cesio 134 e di Cesio 137.

Alessio Pisanò

 

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