EUROPA. Roberto Benigni al Parlamento europeo per parlare di Italia e leggere Dante

Roberto Benigni ha parlato di Italia e Dante al Parlamento europeo di Bruxelles. Entra in stampelle nell’emiciclo del Parlamento in seguito ad un incidente alla gamba capitato nei giorni scorsi. Ciononostante il comico toscano proprio non voleva mancare l’appuntamento europeo. Introdotto dagli organizzatori dell’evento, David Sassoli e Mauro Mauro rispettivamente capodelegazione Pd e Pdl all’Europarlamento, e di fronte ad un’aula stracolma di italiani, Benigni ha dato lettura di un canto della Divina Commedia come solo lui sa fare. Per l’occasione ha scelto il XXVI canto dell’inferno, quello dedicato ad Ulisse e all’inganno.

"Purtroppo in Italia mi è venuta addosso una persona che ha deciso di fare un passo indietro". Così Benigni ha aperto il suo show dopo il saluto di David Sassoli e Mauro Mauro. "Sono caduto anch’io, d’altronde questo è tempo di cadute in Italia", ha proseguito il comico, scatenando le risate dell’intera aula. Benigni ha poi parlato di "modello belga" riferendosi ai 15 mesi senza Esecutivo proprio del Belgio. "Invece noi ce l’abbiamo un governo. Che cosa ci vuoi fare…”.

Un inno all’Italia, alla sua storia e alla sua cultura. Prima di iniziare la sua lettura e interpretazione del canto dantesco, Benigni si è lasciato andare a un lungo monologo sulla storia dell’Italia e sull’influsso della sua cultura sull’intera Europa. "Abbiamo inventato tutto. Le strade, le fognature, l’alfabetizzazione della musica, l’architettura e perfino le banche. "Si proprio le banche – precisa Benigni – abbiamo prestato soldi a tutti, adesso chi ce li ridà?". Dissacrante e ironico, Benigni è partito da lontano, dall’Impero romano a Carlo Magno e Napoleone "che si sono fatti incoronare imperatori in Italia e poi se ne sono portati via metà". "Ma noi siamo sempre ripartiti – ha continuano il comico – non sapete quante ne abbiamo passate". "Dopo la guerra abbiamo dato l’esempio con il boom economico degli anni Cinquanta, con personaggi eccezionali come De Gasperi, Moro e più recentemente Ciampi". Più che malinconia c’è speranze nelle parole e nella voce di Benigni, che questa volta ha rinunciato alle sue solite e numerose frecciatine politiche per concentrarsi maggiormente su quello che l’Italia ha rappresentato e su quello che ancora può fare sul palcoscenico internazionale".

"Alla Grecia dobbiamo tanto, è arrivato il momento di ricompensare il suo popolo". Parlando di filosofia, "che abbiamo ricevuto tutta dall’antica Grecia", Benigni torna sull’attualità del piano di aiuti Ue ad Atene che in tanti in Europa stanno contestando. "Vorrei vedere ognuno di noi versare un euro al giorno per tutto quello che la civiltà greca ha significato per noi nel passato".

"La lingua italiana come fattore di identità e unità nazionale" è stato il titolo della performance del comico che voleva celebrare a suo modo il 150esimo dell’Unità d’Italia. "Una lingua bella, musicale, magica, unica", secondo Benigni, una lingua che trova proprio in Dante uno dei suoi più maestosi architetti.

Benigni ha scelto il XXVI canto dell’Inferno della Divina Commedia, il cosiddetto naufragio di Ulisse. Si tratta del canto parla degli ordinatori di frode ossia "condottieri e politici che non agirono con le armi e con il coraggio personale ma con l’acutezza spregiudicata dell’ingegno". Dante fa una riflessione sull’ingegno e sul suo utilizzo: l’ingegno è un dono di Dio, ma per il desiderio di conoscenza può portare alla perdizione, se non è guidato dalla virtù cristiana. La lettura ed interpretazione del canto è stata conclusa la celebre frase "Fatti non foste a viver come bruti", che ripetuta è suonata come un monito per la sala gremita di italiani.

Assente Gianni Letta "impegnato a Roma". Benigni ha concordato il canto insieme al presente Giuliano Amato, definito da Benigni "l’uomo che più diffonde il sentimento nazionale oltre al presidente Napolitano". Presenti anche, oltre Mauro e Sassoli, Stefania Giannini rettore dell’Università di Perugia, Anna Maria Bernini Ministro degli Affari europei e Antonio Tajani commissario Ue ai Trasporti. Assente solo il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.

di Alessio Pisanò

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