EUROPA. Sicurezza stradale, incidenti mortali in diminuzione nel 2010

Gli incidenti automobilistici sulle strade d’Europa sono diminuiti dell’11% nel 2010. Lo rende noto la Commissione europea che ha pubblicato le stime ufficiali stato per stato degli incidenti stradali dell’anno scorso. Le riduzioni più ingenti di sinistri mortali si registrano in Lussemburgo (-33%), Malta (-29%) Svezia (-26%) e Slovacchia (-26%). Anche l’Italia ha migliorato la sicurezza delle sue strade (-6%) passando da 125 morti per milioni di abitanti nel 2001 a 66 nel 2010 (rispetto al 2001 -44%).

EU road safety action plan è la strategia adottata dall’Ue nel giugno 2010 per ridurre il numero di incidenti sulle sue strade nei prossimi dieci anni. Il programma definisce una serie di iniziative, a livello europeo e a livello nazionale, intese essenzialmente a migliorare la sicurezza del veicolo, la sicurezza dell’infrastruttura e il comportamento degli utenti della strada. Sette sono le misure principali adottate: Misure per migliorare la sicurezza dei veicoli; Realizzare infrastrutture stradali più sicure; Incrementare le tecnologie intelligenti; Rafforzare l’istruzione e la formazione per gli utenti della strada; Migliorare i controlli; Fissare un obiettivo per i feriti della strada; Maggiore attenzione ai motociclisti. La sicurezza stradale è un grosso problema sociale. Nel 2009 più di 35mila persone sono morte sulle strade dell’Unione europea, cioè l’equivalente di una città di media
grandezza. Secondo le stime, per ogni morto sulle strade d’Europa ci sono 4 invalidi permanenti, con danni al cervello o al midollo spinale, 10 feriti gravi e 40 feriti lievi. I costi economici per la società sono stimati a 130 miliardi di euro all’anno.

Il Commissario Ue ai Trasporti Siim Kallas si è congratulato per il risultato raggiunto. "E’ molto incoraggiante quasi tutti gli stati membri siano riusciti a ridurre il numero degli incidenti sulle proprie strade, ma non dobbiamo fermarci qui. Circa 100 persone muoiono al giorno sulle strade europee. E’ vero, abbiamo fatto dei progressi rispetto al 2011, riuscendo a salvare circa 100mila vite. Ma il numero degli incidenti e dei morti è ancora inaccettabile. Vogliamo dimezzare questo numero entro il 2020".

di Alessio Pisanò

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