EUROPA. Tagliato il Programma europeo di aiuto alimentare ai poveri

Niente accordo sul mantenimento del Programma europeo di aiuto alimentare ai più poveri. I 27 Ministri dell’Agricoltura riunitisi oggi a Bruxelles hanno rimandato al prossimo incontro di ottobre il rinnovo del Pead che concede oggi aiuti a circa 18 milioni di persone in tutta Europa, in primis Italia, Polonia e Francia.

Introdotto nel 1987 dall’allora presidente della Commissione europea Jacques Delors, il programma interviene con aiuti alle banche alimentari che servono pasti ai cittadini più poveri dell’Ue. Il Pead è finanziato (circa 480 milioni di euro) con i fondi della Politica agricola comune (Pac), la fetta più grossa dei finanziamenti Ue agli Stati membri. Nel 1987, quando è stato introdotto, era alimentato dalle eccedenze alimentari che, con il passare degli anni, sono scomparse. Il programma è quindi diventato una spesa viva per la Pac.

Sei Paesi Ue si erano rivolti alla Corte di Giustizia Ue per farlo annullare lo scorso aprile. La Corte ha dato ragione a Svezia, Regno Unito, Danimarca, Repubblica Ceca e Austria perché "la vicenda chiama in causa la politica sociale, una materia che compete agli Stati membri". I sei Paesi, si legge in una nota, "non hanno nulla contro il Pead" ma ritengono che si tratti di una "questione di competenza nazionale" visto che così com’è "viola le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto)".

Scandalizzate le associazioni benefiche europee. In Francia le quattro più importanti associazioni caritatevoli – Restos du Coeur, Secours Populaire, Croix-Rouge e la Federazione nazionale dei banchi alimentari – si sono unite in una campagna di sensibilizzazione per denunciare gli effetti devastanti che avrà la diminuzione del budget del Pead. Molto sensibile su questo tema è la Francia. In una nota, il presidente dell’Eliseo Nicolas Sarkozy afferma che sarebbe "inaccettabile che in un momento come questo l’Europa abbandoni i più deboli".

 

di Alessio Pisanò

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