EUROPA. Un Patto per la salute mentale

Ogni anno circa l’11% dei cittadini europei soffre di una qualche forma di malattia mentale; ogni 9 minuti nell’Ue una persona arriva al suicidio a causa di questi disturbi. Nel 2006 il suicidio è stata la causa di 58mila decessi nell’UE superando gli incidenti stradali che hanno provocato la perdita di 50mila vite nello stesso anno. Il 90% dei suicidi è legato a disturbi mentali e la metà dei disturbi mentali si stima che abbia origine durante l’adolescenza. La depressione è uno dei disturbi mentali più diffusi e gravi. Dati provenienti dagli Stati membri dell’UE occidentali e meridionali indicano una prevalenza nell’arco della vita di forti depressioni nel 9% degli uomini adulti e nel 17% delle donne adulte. L’impatto di tale disagio sulla qualità della vita può corrispondere a quello di una grave malattia fisica.

Per far fronte a questo drammatico quadro la Commissaria alla Salute Androulla Vassiliou inaugura oggi a Bruxelles il Patto europeo per la salute e il benessere mentale. Ministri, esperti, pazienti e operatori della sanità di tutta l’Unione europea si riuniscono oggi nella prima conferenza ad alto livello sulla salute mentale. Il Patto europeo per la salute, varato dalla Commissione Ue in collaborazione con la Presidenza slovena e con l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, prende atto delle sfide che si dovranno cogliere per affrontare il problema della salute mentale e suggerisce di concordare interventi in 5 ambiti chiave:

  1. prevenzione del suicidio e della depressione
  2. salute mentale tra i giovani e nell’istruzione
  3. salute mentale sul lavoro
  4. salute mentale tra gli anziani
  5. lotta contro la stigmatizzazione e l’esclusione sociale.

Cinque documenti di consenso prodotti in cooperazione con i Ministeri nazionali, gli operatori e i ricercatori di diversi settori saranno di supporto all’attuazione del Patto. Ogni Governo potrà confrontarsi con gli interventi messi in atto negli altri Stati membri, favorendo così l’armonizzazione delle politiche in materia di salute mentale, che variano da Paese a Paese. Più di 230 contributi scritti tra cui una risoluzione del Parlamento Ue e diverse riunioni di consultazione hanno rivelato un forte consenso affinché si intensifichino gli sforzi dell’UE dare maggiore visibilità alle problematiche della salute mentale.

Il costo economico della depressione nell’UE è stato stimato a 235 euro per abitante nel 2004, pari a 118 miliardi di euro nell’UE 25 e nei paesi dell’EFTA. I costi diretti a carico dei sistemi sanitari negli Stati membri sono elevati e diventano sempre più problematici, ma la quota maggiore dei costi, pari al 65%, ricade sui settori al di fuori di quello sanitario, in particolare a causa di assenze dal lavoro, inabilità lavorativa e prepensionamenti nell’UE. Androulla Vassiliou ha dichiarato: "Oggi in Europa abbiamo fatto sentire la nostra voce e parlato chiaramente dell’effetto devastante che la malattia mentale ha sulla società. Questo Patto è un segno della nostra determinazione, in Europa, di cogliere la sfida e di agire nei nostri diversi ambiti di responsabilità e nel mondo della sanità, dell’istruzione e del lavoro. Dobbiamo agire in partenariato perché la salute mentale interessa tutti noi".

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