Elezioni, Adiconsum: “Non serve partito dei consumatori”

"L’avventura del partito politico non rafforza il ruolo delle associazioni". E’ quanto ha affermato Paolo Landi, segretario generale Adiconsum, durante il Consiglio Nazionale dell’associazione in corso a Roma sottolineando che l’associazione non si sente rappresentata, né intende farsi rappresentare, dal partito o dalla Lista dei consumatori.

Adiconsum ritiene, infatti, che l’autonomia delle associazioni consumatori dai partiti sia un valore da preservare, che ne rafforza il ruolo e la credibilità nei confronti dei consumatori e delle istituzioni. "Ciò non significa disimpegno – spiega in una nota – Al contrario, l’autonomia rappresenta una precisa volontà a proporre contenuti ai partiti e ai due schieramenti".

Il Consiglio Nazionale Adiconsum ha infatti discusso un documento con cinque proposte per il legislatore che toccano i vari problemi del consumerismo.

  • 1. Approvazione di una legge sull’azione collettiva, quale strumento per combattere furbizie, raggiri e truffe, sempre più diffuse nel settore dei servizi, rispetto alle quali il consumatore singolo è disarmato.
  • 2. Determinazione di sanzioni contro chi fa uso di pratiche commerciali scorrette a partire dagli addebiti in bolletta per servizi non richiesti o ai contratti estorti approfittando dell’inesperienza dei giovani e della buona fede degli anziani;
  • 3. Sui servizi : NO alla liberalizzazione del servizio idrico! Un servizio universale che deve continuare ad essere garantito a tutti, restando fuori da aspetti speculativi; mantenimento della proprietà pubblica sulle reti del gas, dell’elettricità, delle ferrovie; completamento della riforma del risparmio con la stesura di uno Statuto dei diritti del risparmiatore e dell’investitore; attuazione, senza pretestuosi rinvii, del risarcimento diretto previsto dal Codice delle assicurazioni;
  • 4. Sulle liberalizzazioni: vendita di farmaci non soggetti a prescrizione medica (OTC) e carburanti presso la grande distribuzione organizzata; riforma degli ordini professionali.
  • 5. Adozione di una nuova fiscalità e di una decisa lotta all’evasione che recuperi risorse per adeguati investimenti nella ricerca, nella scuola, nella salute, nei trasporti.

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