Elezioni, Letta: “L’Unione introdurrà la class action”

Help Consumatori ha intervistato l’On. Enrico Letta, responsabile economico della Margherita, per spiegare ai cittadini le iniziative dell’Unione in tema di tutela dei consumatori.

D. Una parte del corposo programma elettorale del centro sinistra è dedicata ai consumatori. Cosa intende l’Unione per consumo tutelato e attraverso quali forme si intende effettivamente garantirlo?

R. Negli anni Novanta fu introdotta la prima legge quadro che affermava i diritti fondamentali dei consumatori, oggi bisogna realizzare quegli obiettivi. Bisogna rendere il consumatore protagonista delle scelte, informato e consapevole. La tutela non vuol dire solo riparare un danno ingiusto (campo nel quale saranno comunque necessari degli interventi) ma anche attuare una politica attiva di informazione, assistenza, educazione del consumatore. Per ognuno dei diritti fondamentali (tutela della salute, sicurezza e qualità dei prodotti e dei servizi, informazione, educazione al consumo, correttezza nei rapporti contrattuali, correttezza nella pubblicità, incentivazione alla rappresentanza libera e democratica dei consumatori) sarà necessario intervenire con strumenti specifici: da una legge sull’etichettatura più rigorosa all’attuazione rapida delle norme comunitarie sulle clausole abusive, ma soprattutto bisognerà educare il cittadino a essere consape vole dei suoi diritti. In questo campo un ruolo fondamentale dovrà essere svolto dalle associazioni dei consumatori: credo che questo infatti sia un classico esempio dove potrà essere applicato il nuovo art. 118 della Costituzione, la cosiddetta sussidiarietà orizzontale.

D. L’aumento della costituzione dei "Comitati della IV Settimana" dimostra la difficoltà, comune a milioni di italiani, di arrivare a fine mese. La stessa difficoltà è dimostrata anche dal crescente ricorso delle famiglie a forme di indebitamento. Quali sono le proposte dell’Unione sul fronte del contenimento dei prezzi?

R. Bisogna considerare che l’aumento dei prezzi in questi anni non è solo sui beni di prima necessità ma anche, se non soprattutto, sui servizi pubblici, finanziari e professionali. La parola d’ordine sarà liberalizzare: in questi anni troppi settori sono stati privatizzati senza essere effettivamente liberalizzati, determinando così la persistenza di rendite di posizione inaccettabili. Solo la presenza di un numero sufficiente di produttori sul mercato consente una libera scelta al consumatore e determina quel meccanismo virtuoso che è il mercato concorrenziale. Ma questo è un rimedio di lungo periodo, nel breve bisogna adottare una serie di strumenti di monitoraggio dell’andamento del mercato per intervenire appena si rilevino delle anomalie. Per evitare l’aumento dei prezzi che abbiamo avuto soprattutto nel 2002 e nel 2003 il governo Berlusconi disponeva sulla carta di uno strumento per realizzare un monitoraggio attento e tempest ivo del mercato. Penso ai Comitati provinciali per l’introduzione dell’euro, costituiti proprio con questo scopo dall’allora Ministro del Tesoro Ciampi e coordinati da un Comitato presso il Ministero di via XX Settembre che però non è stato mai convocato dopo il 1° Gennaio 2002.

D. Consumatore è anche l’utente del trasporto pubblico, il pendolare che quotidianamente deve fare i conti con treni in ritardo, carrozze sudicie e una rete largamente insufficiente. In che modo il governo dell’Unione – in caso di vittoria – si impegnerà per un servizio di qualità e più efficiente?

R. Facendo il contrario dell’attuale governo, che in questi anni ha ridotto drasticamente i trasferimenti alle Ferrovie dello Stato e all’ANAS per investimenti, in particolar modo nel Mezzogiorno d’Italia. L’Unione invece ha in mente una sana "cura del ferro" per l’Italia, e in particolare per le città dove il tema della mobilità sta diventando una emergenza sociale ed economica. Un paese che si muove meglio e più in fretta è certamente un paese più produttivo. E anche più sereno. Nel programma abbiamo previsto investimenti nel solco del sistema dell’"Alta Capacità"di trasporto di uomini e cose, un piano di investimento in nuovo materiale rotabile per rendere più confortevoli i viaggi dei pendolari e un investimento notevole nella sicurezza dei trasporti sia finanziando adeguatamente il fondo per la sicurezza stradale che investendo in nuove tecnologie per il controllo sulla rete ferroviaria

D. Il Disegno di legge n.3058, "Disposizioni per l’introduzione dell’azione di gruppo a tutela dei diritti dei consumatori e degli utenti", è fermo dallo scorso 21 luglio alla Camera dei Deputati. Nonostante preveda una forma "imperfetta" di class action, costituirebbe comunque un efficace strumento di tutela giudiziaria dei consumatori. C’è spazio per la ripresa dell’iter di approvazione del provvedimento?

R. La mia risposta è semplice: il programma dell’Unione prevede espressamente l’introduzione della class action come nuovo strumento per rendere più efficace la tutela del cittadino nel caso di atti illeciti plurioffensivi. Questo istituto, già conosciuto nell’ordinamento americano, è una novità per noi. Bisogna dire peraltro che altri paesi europei, come ad esempio la Germania, proprio per il settore bancario, hanno introdotto recentemente forme paragonabili alla cosiddetta class action. Qualsiasi sia la soluzione tecnica che sarà trovata il risultato dovrà essere una più veloce ed efficace tutela del cittadino.

D. Quali sono le proposte dell’Unione in tema di liberalizzazione dei servizi e delle professioni?

R. In questi anni il paese ha sofferto per la mancanza di riforme capaci di rendere l’Italia più competitiva, una delle più importanti è la riforma delle professioni: la parola d’ordine qui non sarà "liberi tutti", ma regole chiare e compiti precisi per gli ordini professionali che dovranno assicurare la deontologia professionale degli iscritti e la qualità della prestazione. E non certo essere degli schermi corporativi che garantiscono rendite di posizione. Su questo tema nel programma abbiamo inserito alcuni provvedimenti precisi: trasparenza e maggiore apertura nell’accesso, abolizione delle tariffe minime, limitazione del numero degli ordini professionali.

 

 

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