Energia, tariffa sociale? I Comuni la ignorano

Presto le famiglie in condizioni di disagio economico potranno godere della cosiddetta tariffa sociale sulla bolletta elettrica che garantirà un risparmio del 20%. Il provvedimento dell’Autorità Garante per l’Energia sarà pienamente operativo dal gennaio 2009 e prevede che il godimento del bonus possa essere retroattivo per tutto il 2008, per le richieste effettuate entro il 28 febbraio 2009 (delibera ARG/elt 117/08).

Ma si rischia che per quella data i Comuni italiani, chiamati ad accogliere e gestire le domande dei cittadini, non siano ancora pronti: la stragrande maggioranza dei capoluoghi di regione, infatti, non ne sa ancora nulla o si fa trovare completamente impreparata e disinformata. Secondo un’indagine del Movimento Difesa del Cittadino (MDC), infatti, solo il 20% dei Comuni capoluoghi di regione (Torino, Ancona, Bari e Potenza) ha dato una risposta corretta all’utente riguardo la tariffa sociale e le modalità di richiesta. L’altro 80% non ha fornito alcuna risposta o ha reso indicazioni sbagliate.

La risposta errata "più gettonata" è stata "Deve rivolgersi al gestore di energia elettrica" data da oltre il 50% degli operatori dei comuni "non informati" (51,85%). E c’è stato addirittura chi, come il Comune di Roma, ha risposto: "Deve rivolgersi all’Agenzia delle Entrate" oppure "Deve rivolgersi al CAF o a un patronato" (Comuni di Aosta e Campobasso).

Il Movimento Difesa del Cittadino ha interpellato i gestori di energia sperando di avere informazioni più precise su come accedere alla tariffa sociale sulla bolletta elettrica (come da consiglio dei Comuni…). Ebbene, anche in questo caso poco più del 20% degli operatori contattati ha risposto correttamente; il 55% ha risposto in modo generico e telegrafico di rivolgersi al Comune di residenza. Il restante 22% non ha fornito alcuna informazione oppure l’ha fornita errata o imprecisa.

"I dati dell’indagine – dichiara Francesco Luongo, responsabile Dipartimento Energia del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – suscitano non poco timore sull’effettiva applicabilità della tariffa sociale. Troppi Comuni continuano a ignorare le disposizioni del Governo dell’Autorità dell’Energia e in troppi casi ignorano completamente di cosa si stia parlando. Tutto ciò deve necessariamente comportare un ulteriore impegno sia del Governo, che dell’Autorità affinché si concretizzino i vantaggi in bolletta per le famiglie disagiate e per i malati. Il Movimento Difesa del Cittadino continuerà a monitorare prontamente ulteriori ritardi".

Che cos’è la tariffa sociale?
La tariffa sociale è un bonus sulle bollette dell’energia elettrica ai clienti domestici in condizioni di disagio economico, che garantirà un risparmio del 20%. Il valore sarà differenziato a seconda della numerosità del nucleo familiare:
– 60 euro/anno per un nucleo familiare di 1-2 persone
– 78 euro/anno per 3-4 persone
– 135 euro/anno per un numero di persone superiore a 4
Il bonus sarà corrisposto direttamente come sconto sull’importo della bolletta, dividendo l’importo annuale per il numero delle bollette. Qualora il bonus dovesse superare l’importo della bolletta (al netto delle imposte), il cliente non dovrà pagare nulla, ma non è previsto un bonus annuale superiore al costo della bolletta.

I beneficiari
Potranno accedere al bonus sociale, tutti i nuclei familiari che dispongono di un ISEE, l’indicatore di situazione economica equivalente, il cui valore sia inferiore o uguale a 7500 euro. L’ISEE è l’indicatore di situazione economica equivalente, che permette di misurare la condizione economica delle famiglie, tenendo conto del reddito, del patrimonio e del numero dei componenti il nucleo familiare.
A titolo indicativo, un nucleo familiare composto da padre, madre e due figli, monoreddito, in affitto con reddito annuo lordo fino a circa 23.400 euro, rientra nella soglia ISEE di 7.500.
Al bonus avranno diritto anche le famiglie che abbiano un componente del nucleo familiare in gravi condizioni di salute, tali da richiedere l’utilizzo di macchinari salvavita.
Gli importi del bonus per i clienti in gravi condizioni di salute saranno definiti dall’Autorità dopo l’approvazione da parte del Ministero dello Sviluppo economico dei criteri per la loro determinazione.

Da quando è operativo?
Il sistema sarà pienamente operativo dal gennaio 2009 e prevede che il godimento del bonus possa essere anche retroattivo per tutto il 2008, per le richieste effettuate entro il 28 febbraio 2009 (delibera ARG/elt 117/08, disponibile sul sito www.autorita.energia.it).

Come chiedere il bonus?
Il cliente domestico disagiato potrà fare richiesta di accesso al bonus recandosi presso il proprio Comune di residenza con l’attestazione del valore ISEE. Il cliente finale interessato dovrà anche presentare le indicazioni sulla sua fornitura elettrica (già reperibili su ogni bolletta) e sulla numerosità della famiglia anagrafica. La domanda darà diritto al riconoscimento della compensazione per 12 mensilità (salvo rinnovo).

La riforma della tariffa domestica
Per recuperare i circa 384 milioni di euro necessari all’erogazione del bonus sociale, è prevista l’introduzione di una nuova componente tariffaria (denominata As) che verrà applicata alla generalità dell’utenza (domestica e non).
Con la delibera ARG/elt 117/08, l’Autorità ha disposto la revisione della struttura tariffaria applicata alla generalità della clientela domestica, in vigore dal 1 gennaio 2009, che: lascia invariata la spesa della famiglia tipo (con consumi di 2.700 kWh/anno e 3 kW di potenza impegnata); comporterà una diminuzione di spesa di qualche punto percentuale per i consumi medio-alti delle famiglie numerose (da 2700 a 4800 kWh/anno); aumenterà la spesa per i consumi familiari molto alti (sopra i 5000 kWh/anno) e per quelli bassi sotto i 1.500 kWh/anno (ad esempio i single benestanti).

Maggiori informazioni sul sito dell’AEEG

 

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