Errori al distributore? Nessun allarme per i consumatori

Non è vero che il distributore di benzina può sbagliare di più. Lo precisano fonti ministeriali rispondendo all’allarme lanciato la settimana scorsa dal Centro Tutela Consumatori Utenti di Bolzano a proposito dell’ampliamento dei limiti di tolleranza degli strumenti di misurazione dell’erogazione dei carburanti alla pompa. Il CTCU ha denunciato che il decreto n. 32 del Ministero dello Sviluppo Economico, entrato in vigore il 13 aprile 2011, ha ampliato del 50% (dal 5 per mille al 7,5 per mille) l’errore massimo degli strumenti di misurazione per i controlli metrologici casuali. Secondo l’Associazione dei consumatori questo ampliamento risulta ingiustificato e va a danno dei consumatori.

Dal Ministero, invece, chiariscono che "tutti gli strumenti di misura, nonostante l’evoluzione tecnologica, presentano errori di misura e le norme in materia di metrologia legale fissano normalmente i limiti accettabili di tali errori, sia in fase di produzione che di messa in servizio di questi strumenti". Inoltre, "tutte le norme vigenti, anche internazionali, stabiliscono errori massimi tollerati maggiori e quasi sempre pari al doppio di quelli stabiliti per la verifica di conformità, come ad esempio per le bilance e i contatori d’acqua".

Il decreto n. 32/2011 non ha quindi modificato le tolleranze degli errori di misura per l’accertamento iniziale della conformità dello strumento, ma solo per i controlli successivi casuali effettuati dalle Camere di commercio e solo nell’ipotesi in cui le norme internazionali applicabili non stabiliscano, anche in futuro, limiti specifici diversi. E questa tolleranza maggiore in fase di controllo casuale "non significa affatto che lo strumento può restare con quell’errore, ma solo che quell’errore non determina provvedimenti immediati a condizione che questo venga corretto, mediante opportuni interventi di manutenzione, nel termine prescritto da parte dell’incaricato della Camera di commercio in occasione del controllo stesso".

Le nuove disposizioni contenute nel regolamento ministeriale sarebbero anzi "più restrittive e garantiste anche rispetto alla normazione nazionale anteriore che non prevedeva sanzioni, in fase di controlli sugli strumenti in servizio, fino al doppio dell’errore consentito in fase di produzione, messa in servizio e verificazione periodica dello strumento, ferma restando la necessità di un immediato adeguamento". Secondo il Ministero, quindi, i consumatori possono stare tranquilli perché le garanzie verso di loro non sono diminuite; infine, gli errori non devono essere necessariamente a danno dei consumatori: a volte possono anche andare a loro favore!

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