Etichette, via libera dell’Ue: più chiarezza nelle indicazioni

Il Parlamento Europeo dà il via libera alla risoluzione proposta dall’eurodeputata di AN Adriana Poli Bortone, in tema di etichettatura dei prodotti alimentari. In particolare è stato approvato il compromesso, realizzato con l’attuale presidenza austriaca, che prevede più precise indicazioni nutrizionali sul rapporto fra contenuto di grassi, sali e zuccheri dei prodotti alimentari.

L’obiettivo del provvedimento, bocciato in prima lettura dal Parlamento europeo lo scorso anno, è quello di tutelare i consumatori mediante una corretta informazione sui contenuti dei cibi acquistati. Il compromesso raggiunto prevede che l’etichetta possa dare un’indicazione su uno dei tre componenti (zuccheri, sali, grassi) se gli altri due rientrano nei profili nutrizionali. Le indicazioni nutrizionali saranno consentite, anche se una singola sostanza supera i parametri dei profili nutrizionali. In quel caso ci dovrà essere apposta un’etichetta con analoga visibilità che indichi il superamento della soglia.

I profili nutrizionali (ossia il rapporto fra zuccheri, sali e grassi) saranno definiti dalla Commissione europea nell’arco di 12 mesi sulla base delle informazioni fornite dall’Efsa, l’agenzia per la sicurezza alimentare europea. Nella definizione e nell’aggiornamento dei profili la Commissione Ue dovrà poi consultare gli operatori del settore e le associazioni di consumatori. Il Bureau europeo dei consumatori ritiene però che questa soluzione possa ingenerare confusione fra gli acquirenti, ma comunque ammette che questo sia il migliore compromesso possibile. Il Parlamento europeo nel maggio dello scorso anno aveva abolito la norma relative alle etichette più chiare per i cibi, ritenendo importante solo garantire una dieta complessivamente equilibrata. Le critiche mosse a tale decisione accusavano l’UE di voler difendere la grande industria alimentare. Sucessivamente i ministri della Sanità dei 25 hanno reintrodotto i profili nutrizionali portando all’intesa raggiunta in questi giorni.

Per Anna Bartolini, membro italiano dell’ECCG: "Grande vittoria per i consumatori, le nuove indicazioni, che rivendicano un effetto sulla salute, devono essere giustificate prima di essere introdotte sul mercato per finalità di marketing. Per ora tali dichiarazioni nutrizionali restano proibite per gli alimenti zuccherati e grassi. Il compromesso raggiunto ci sembra comunque accettabile".

Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), impegnato in prima linea contro l’obesità infantile, ritiene che il provvedimento rappresenti un passo importante per contrastare le conseguenze di una cattiva alimentazione dei consumatori europei. MDC ha constatato che anche in Italia si stanno sempre di più diffondendo cattive abitudini alimentari che fanno aumentare il numero degli obesi, soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.

Infatti, secondo i dati del Rapporto "Baby Consumers – I consumi dei minori" del Movimento Difesa del Cittadino, che ha intervistato 2.735 ragazzi italiani delle scuole elementari e medie, se il 75,5% dei bambini beve acqua minerale a tavola, ben il 43,1% beve la Coca Cola e un ulteriore 12,7% altre bevande gassate. Inoltre, più della metà del campione (53,7%) afferma di mangiare una merenda fatta in casa quando mangia qualcosa fuori pasto. Ma se le femmine prediligono frutta per ben il 72% dei casi, disaggregando il dato per sesso si nota che invece i maschi consumano biscotti, merendine, patatine ed altri snack e ben il 54,9% l’Happy Meal di Mc Donalds.

"Siamo molto soddisfatti – spiega Antonio Longo, Presidente del Movimento Difesa del Cittadino (MDC) – non solo perchè è passato il compromesso sui profili nutrizionali, che indicheranno il rapporto fra il contenuto di grassi, sali e zuccheri nel prodotto alimentare; ma anche perché la Commissione europea ha riconosciuto il ruolo importante delle associazioni dei consumatori, coinvolgendole nella definizione dei profili insieme all’industria alimentare e l’Efsa, l’agenzia europea per la sicurezza alimentare".

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