FARMACI. Aifa su equivalenti, Altroconsumo e MC: “Pagano i cittadini”

Il provvedimento deciso dall’Aifa sui prezzi dei farmaci equivalenti si sta rivelando un boomerang per molti cittadini. "Decine di consumatori stanno segnalando ai centralini di Altroconsumo la sorpresa, spiacevole e onerosa, che li attende arrivati in farmacia: un farmaco generico o equivalente che prima era rimborsato oggi costa loro anche decine di euro, sull’unghia".

È quanto afferma Altroconsumo, che denuncia "la mancanza di informazioni chiare e di coordinamento tra i settori e le istituzioni che sovraintendono alla politica di rimborsi sui farmaci del servizio sanitario nazionale: ministero della Salute, Regioni, l’industria farmaceutica e i distributori, comprese le farmacie. A rimetterci, l’ultimo anello della catena: il consumatore". Per l’associazione, è in atto una negoziazione fra soggetti del mercato che si ripercuote negativamente sui cittadini.

Perché? Ecco la denuncia: "Lo scorso 15 aprile 2011 l’Aifa ha abbassato il prezzo di riferimento per i farmaci equivalenti o generici, cioè la quota di rimborso che lo Stato assicura ai cittadini su questi farmaci. Lo scopo: far risparmiare 600 milioni di euro al SSN. La beffa? Non è un risparmio ma un trasferimento di spesa dallo Stato alle tasche dei consumatori. Un esempio, denunciato da un socio di Altroconsumo: una confezione del farmaco Lamictal (100 mg da 56 compresse), antiepilettico, per cui il cittadino pagava al massimo solo 3 euro oggi gli costa 22,98 euro. Cosa è successo? Il prezzo di riferimento (quota rimborsata dal SSN) sino al 14 aprile scorso era di 49,95 euro. Con il prezzo al pubblico del farmaco di 52,95 euro si pagava solo la differenza. Oggi il prezzo di riferimento è stato abbassato dall’Aifa a 29,97 euro. Dunque la differenza, pari a 22,98 euro, è trasferita sulle tasche del consumatore".

L’Aifa ha annunciato che da oggi le aziende farmaceutiche abbasseranno i prezzi. Ma le associazioni di categoria protestano con la motivazione che i nuovi prezzi di riferimento saranno difficilmente sostenibili per i produttori.

Del resto, la complessità della vicenda era già stata segnalata dalle associazioni dei consumatori. Il giorno stesso dell’avvio del provvedimento, denunciava infatti Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori: "Di fatto oggi, le aziende insistono sul fatto che sui loro pochi volumi non riescono a sostenere i tagli, non hanno ridotto i prezzi e moltissimi cittadini si sono ritrovati a fare i conti con due beffe in farmacia: stanno pagando una differenza su farmaci che fino a ieri erano gratuiti; non hanno alternative, in quanto il prezzo nuovo, non è individuato rispetto a un farmaco, bensì rispetto a un criterio astratto. Inoltre ci segnalano disallineamenti tra le banche dati che forniscono informazioni alle farmacie in tempo reale, pertanto la confusione è al massimo. Si potrebbe prevedere – concludeva Miracapillo – che le Regioni si facciano carico della differenza di prezzo, ma dubitiamo che questo possa accadere a causa della situazione precaria della spesa sanitaria regionale".

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