FARMACI. Aifa su equivalenti, Federconsumatori: “Nessun investimento”

Continua a far discutere la decisione dell’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, di tagliare i prezzi di circa quattromila farmaci equivalenti. Non c’è solo l’agitazione dei produttori ma anche le valutazioni piuttosto caute, se non scettiche, dei consumatori. Secondo Federconsumatori, il risparmio che si otterrà sui farmaci sarà pagato dai cittadini mentre non ci sono investimenti reali per far crescere il settore dei farmaci equivalenti come non ci sono sufficiente informazione e consapevolezza sull’uso di tali medicinali.

Afferma Federconsumatori: "Stiamo assistendo all’ennesimo attacco diretto nei confronti dei farmaci equivalenti. A risparmiare da tale operazione sarà solo il Servizio Sanitario Nazionale a tutto danno dei cittadini che dovranno mettere di tasca loro la differenza tra il prezzo di rimborso stabilito dall’Aifa e quello del farmaco stabilito dall’industria farmaceutica".

Aggiunge l’associazione: "Nonostante l’Antitrust e la Commissione Europea insistano sull’importanza di incentivare l’accesso al mercato dei farmaci equivalenti nel nostro Paese, che a 10 anni dalla loro introduzione rappresentano una fetta di mercato ancora assai limitata in rapporto agli altri paesi UE, tale provvedimento rivela l’intenzione di andare in tutt’altra direzione. Come denunciamo da tempo, infatti, non ci sono investimenti per far crescere questo settore e non c’è sufficiente informazione e consapevolezza circa l’utilizzo dei farmaci generici, che permettono un importante risparmio sulla spesa farmaceutica e hanno gli stessi effetti di quelli ‘griffati’".

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