FARMACI. Altroconsumo: la campagna “prezzi trasparenti” ha fatto flop

La campagna "prezzi dei farmaci trasparenti", lanciata dal Garante per la sorveglianza dei prezzi nel 2008, prevede l’esposizione di un cartello nelle farmacie con l’indicazione dei prezzi di vendita al pubblico dei 20 farmaci da banco più venduti. Ma ha sempre meno seguito. È quanto denuncia Altroconsumo che ha svolto un’inchiesta in dieci città (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Verona).

Afferma l’associazione: "Secondo la rilevazione di quest’anno (aprile 2010), infatti, condotta nelle farmacie, parafarmacie e corner della grande distribuzione di dieci città italiane, solo un quarto dei punti vendita espone il cartello "prezzi trasparenti" e quasi mai in vetrina (solo tre volte su dieci). In compenso, quasi il 20% dei punti vendita espone cartelli promozionali, cosa che dimostra la tendenza, da noi spesso criticata, a trattare i farmaci come prodotti civetta per allettare i consumatori a comprare sempre più medicine e simili".

La campagna informativa di trasparenza dei prezzi è partita il 16 ottobre 2008 ed è ancora attiva: l’accordo prevede che i farmacisti espongano un cartello in cui sono indicati i prezzi di vendita di venti confezioni di farmaci da banco fra i più venduti. Ma non si è trattato di un successo: secondo il monitoraggio condotto da Altroconsumo nel 2008, nel 2009 e quest’anno, "se all’inizio l’iniziativa era stata accolta da un po’ più della metà delle farmacie (54 su 100), oggi il dato si attesta a poco meno del 30% (41 su 151). Inoltre, la lista dei farmaci più venduti in due anni non è mai stata aggiornata".

I risultati per città dimostrano che il tasso di adesione alla campagna è maggiore a Roma e Torino, rispettivamente con il 64% e l’83% dei punti monitorati; è invece pari a zero a Firenze. Sono state visitate, afferma l’associazione, 28 parafarmacie e il cartello era presente solo in una. Su 20 ipermercati, il cartellone Mr Prezzi era presente sei volte: alla Coop e all’Iperconad. Prendendo in considerazione tutti i punti vendita, la percentuale di adesioni scende al 24%.

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