FARMACI. Antitrust, troppi vincoli per le parafarmacie

Troppi requisiti restrittivi della concorrenza per gli esercizi abilitati e autorizzati dalla legge Bersani n. 248/06 alla vendita di farmaci da banco o di automedicazione e dei farmaci non soggetti a prescrizione medica. Ad affermarlo è l’Autorità garante della concorrenza e del mercato, che è intervenuta nei confronti di alcune Giunte regionali, che hanno adottato delibere che limitano la concorrenza di questi nuovi esercizi, esprimendo il proprio parere.

Le delibere regionali oggetto dell’attenzione dell’Antitrust vincolano la libertà economica dei farmacisti, perchè:

  • eccedono la finalità della legge n. 248/06 di subordinare la vendita di tali tipologie di farmaci all’esistenza di un reparto dedicato e alla presenza di un farmacista, prevedendo, ad esempio, che i reparti a ciò adibiti siano separati da parete o vetrata dalla restante parte del punto vendita, ovvero l’obbligo per tali esercizi di disporre di registratori di cassa e fax dedicati all’attività di vendita di farmaci;
  • oppure limitano le scelte organizzative e promozionali di tali nuovi esercizi, anche con riguardo alle denominazioni e ai simboli da questi utilizzabili. In particolare, nella circolare emanata il 3 ottobre 2006 dal Ministero della Salute, cui alcuni atti di fonte regionale fanno riferimento, si stabilisce che "non dovranno essere utilizzate denominazioni e simboli che possano indurre il cliente a ritenere che si tratti di una farmacia" e che "può essere consentito l’uso della denominazione Parafarmacia", nonché l’utilizzo "del simbolo riportato nel bollino di riconoscimento per i medicinali non soggetti a prescrizione medica". Ma "tali nuovi esercizi vendono prodotti farmaceutici (e non, o non solo, prodotti parafarmaceutici) e che all’interno degli stessi la legge impone la presenza di un farmacista – ritiene il Garante – e, quindi, devono esser messi in condizione di sfruttare le leve concorrenziali disponibili, incluse quelle relative alla promozione della propria attività tramite insegne e simboli intesi a rendere edotti gli utenti sulle caratteristiche dei loro esercizi, sotto il profilo delle qualifiche degli operatori ivi presenti e delle tipologie di prodotti offerti".

PDF: Bollettino Antitrust n. 30/2007

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