FARMACI. Arriva il Paracetamolo Coop

Dal 15 giugno 2009 sarà possibile comprare il paracetamolo nei supermercati Coop. Dopo l’esperimento ben riuscito dell’acido acetilsalicilico, il principio attivo della nota aspirina, oggi viene lanciato il secondo farmaco a marchio Coop che sarà venduto negli 88 centri Coop Salute, sparsi in tutta Italia.

Il paracetamolo è il principio attivo più venduto nel mercato italiano dei farmaci di automedicazione e Coop ha ritenuto importante cogliere la possibilità offerta dalla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco. E proprio di questo, cioè degli effetti della liberalizzazione in Italia, si è parlato oggi alla conferenza di presentazione del "Paracetamolo Coop".

"La liberalizzazione dei farmaci vendibili senza prescrizione medica, che sono l’11% dell’intero mercato dei farmaci in Italia, ha innescato, dal 2006, importanti livelli di competizione in un mercato che era immobile". Lo ha dichiarato Vincenzo Tassinari, presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia, insistendo sugli effetti benefici che le liberalizzazioni producono, soprattutto a vantaggio dei consumatori.

"Io credo che la distribuzione moderna – ha aggiunto Tassinari – debba dare una risposta alle aperture che arrivano dalla legislazione, come avviene in tutti gli altri paesi europei. Purtroppo questo è un aspetto critico della GDO italiana che, nel caso della liberalizzazione dei farmaci, non ci ha creduto molto".

Degli oltre 2700 canali alternativi alla farmacia, che si sono attivati in seguito alla liberalizzazione, soltanto 240 sono stati aperti nella GDO, mentre il resto sono parafarmacie. Tuttavia non sono da sottovalutare gli effetti positivi ottenuti in termini di numeri: 6mila farmacisti hanno trovato una nuova collocazione, di cui 270 negli 88 corner CoopSalute; oltre 2mila parafarmacie aperte e un risparmio medio del 20% sul prezzo finale del farmaco.

"I fari che hanno guidato l’azione di Coop – ha spiegato Tassinari – sono appunto il risparmio al consumatore che, nei nostri corner è stato del 25% su ogni farmaco, e gli 8 milioni di euro spesi in meno dagli italiani che, aggiunti a quelli risparmiati per i parafarmaci, diventano 13 milioni di euro".

Anche il Paracetamolo Coop costerà circa il 60% in meno di quello venduto in farmacia: una confezione da 20 compresse, contenenti ognuna 500 milligrammi di principio attivo, costerà 1,50 euro. In farmacia non è difficile trovare il farmaco a 4 euro. Inoltre il farmaco viene prodotto da un’industria italiana ed ha alle spalle un lavoro di un anno che ha portato alla piena autorizzazione da parte dell’AIFA (l’Agenzia Italiana del Farmaco).

"Il Paracetamolo Coop – ha assicurato Tassinari – gode delle stesse garanzie di tutti gli altri prodotti a marchio Coop, e cioè la correttezza etica, la sicurezza ambientale, e tutti quei parametri senza i quali Coop non mette la sua firma". Con questa azione Coop ha voluto sottolineare l’importanza del processo di liberalizzazione, facendosi portatore anche del pensiero dei consumatori italiani.

Infatti da varie ricerche condotte da Coop è risultato che il 60% degli italiani è favorevole alla liberalizzazione della vendita dei farmaci da banco, l’80% crede che sia necessaria la presenza del farmacista che possa dare assistenza e il 67% ritiene giusto ampliare questa modalità di vendita ad altri prodotti e ad altri settori.

"Questa realtà dovrebbe essere una chiave importante anche dal punto di vista politico – ha detto Aldo Soldi, presidente Coop-Ancc – ma la situazione è paradossale: attualmente sono all’esame della Commissione Salute del Senato quattro disegni di legge, di cui il più famoso è il ddl Gasparri-Tomassini, tutti caratterizzati da un unico obiettivo: ridimensionare fino ad azzerare la liberalizzazione di Bersani varata a luglio 2006. Siamo parlando – ha dichiarato Sordi – di un settore, quello della distribuzione dei farmaci da banco, che è stato riorganizzato da appena 3 anni, con indubbi benefici: prezzi più bassi e maggior servizio, senza che si sia attuato nessuno dei rischi a suo tempo paventati".

"La posizione di Coop – ha concluso Soldi – è che la liberalizzazione dovrebbe essere ulteriormente sviluppata, non ridimensionata. E’ importante mantenere una pluralità di canali a disposizione dei consumatori, perché questo aumenta il servizio e introduce positivi elementi di concorrenza, sia sui prezzi che sull’offerta più in generale". La posizione di Coop è condivisa anche da altre organizzazioni della distribuzione, come Confcommercio, Federdistribuzione e ANCD, e insieme hanno assunto iniziative congiunte verso Governo e Parlamento. "Anche perché – ha denunciato Soldi – è evidente che il settore non può vivere in una prolungata incertezza normativa".

di Antonella Giordano

 

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