FARMACI. Cittadinanzattiva, tesserino sanitario: iter troppo complicato

Un iter troppo complicato. Così Cittadinanzattiva ha definito quello previsto dall’entrata in vigore della norma che consente di detrarre dalla dichiarazione dei redditi le spese sostenute per l’acquisto di medicinali solo se risultino certificate da scontrino fiscale "parlante", vale a dire contenente il nome del farmaco acquistato e l’indicazione del codice fiscale del destinatario. L’Associazione si rivolge in una nota alla Agenzia delle entrate affinché "semplifichi il percorso per la richiesta del tesserino sanitario".

"Oggi – spiega Cittadinanzattiva – è necessario rivolgersi all’Agenzia territoriale, fornire una fotocopia della propria carta di identità e del codice fiscale. Solo così sarà emessa una tessera temporanea che permetterà l’emissione, in farmacia, del nuovo scontrino parlante, valido ai fini della detrazione".

L’Associazione ritiene anche che sia necessario che i farmacisti ricordino la necessità di esibire il Tesserino, anche con l’affissione di cartelli chiari all’ingresso e in prossimità delle casse. "Chiediamo – spiega Cittadinanza attiva – una moratoria sugli scontrini emessi da luglio a dicembre dell’anno appena passato. Sono molte le Agenzie territoriali che infatti richiedevano che, accanto al semplice scontrino, il farmacista emettesse un altro documento contenente la natura, la qualità e la quantità del farmaco più il codice fiscale ai fini della detrazione per l’anno 2007".

"Poiché in molti casi – continua il comunicato – questo non è stato fatto, o addirittura si è consigliato di apporre il proprio codice fiscale dietro lo scontrino, temiamo che chi pagherà il conto di questa confusione sarà il cittadino, che molto probabilmente si vedrà contestate le cifre in detrazione proprio relative a questo tipo di scontrino. Come sempre la responsabilità ricadrà sui cittadini e non sui farmacisti inadempienti".

"Non è possibile accettare – ha affermato in conclusione il segretario generale di Cittadinanzattiva Teresa Petrangolini – che per colpa dell’entrata in vigore di una normativa prima che tutti fossero in possesso della Tessera sanitaria, i cittadini debbano subire per l’ennesima volta l’inefficienza della Pubblica amministrazione. Aggiungendo il danno economico alla inevitabile perdita di tempo".

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