FARMACI. Cittadini favorevoli alla vendita nei supermarket, ma in presenza del farmacista

Secondo un sondaggio condotto da Cittadinanzattiva, 8 cittadini su 10 si dichiarano favorevoli alla vendita di medicinali da banco presso la grande distribuzione, purchè sia presente un farmacista. L’indagine, condotta su un campione di 902 cittadini, è stata sviluppata in dieci domande, incentrate sull’ipotesi della vendita dei farmaci senza necessità di prescrizione nei supermercati, su prezzi e farmaci equivalenti.

Gran parte degli intervistati è d’accordo con la vendita nei supermercati, con un 80% delle risposte a favore e un 20% contrarie; il 71,95% gradisce la presenza di un farmacista nello spazio dedicato ai medicinali. Ma ben il 77,38% si dichiara contrario alla vendita esclusiva nelle farmacie, evidenziando così ancora una volta la volontà che siano accessibili anche in altri luoghi.Una netta maggioranza (74,50%) si dichiara inoltre contraria all’ipotesi avanzata dall’Autorità per la concorrenza di permettere la distribuzione anche attraverso self-service, senza controllo da parte di un farmacista.

Per quanto riguarda i prezzi dei farmaci di libera vendita, tra i responsabili degli aumenti, i cittadini individuano come principale attore le aziende farmaceutiche (67,07%), seguite con il 20,62% dal Ministero della Salute e con il 12,31% dai farmacisti. Il 63,41% ritiene poco efficaci gli sconti sui farmaci come misura per contenere i prezzi (solo il 48,67% dice che nella farmacia di riferimento si applicano sconti), indicando tra le possibili soluzioni l’"Informazione capillare sulle possibilità di sconto" (16,96%); la "riconoscibilità delle farmacie virtuose che applicano lo sconto" (8,43%); i "controlli sulle farmacie per verificare il tasso di sconto applicato" (23,61%) e la "liberalizzazione della vendita dei farmaci nei supermercati con la presenza di un farmacista" (51%). Infine, la quasi totalità degli intervistati dichiara di sapere cosa siano i farmaci generici (97,3%), e che in farmacia gli è stato consigliato un farmaco equivalente a quello prescritto come alternativa più economica (64,63%).

"Ne emerge la figura di un cittadino informato, consapevole, e che individua chiaramente nella vendita nella grande distribuzione uno strumento di concorrenza e di mitigazione dei prezzi, non certo un mezzo per aumentare inutilmente il consumo di farmaci", ha dichiarato Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva. "Dal prossimo governo", ha concluso, "di qualunque colore esso sia, ci attendiamo dei segnali precisi e che vadano al di là di interessi di parte, al fine di favorire una reale politica dei prezzi. Inoltre, Il Manifesto per la nuova classe dirigente, da noi promosso recentemente, indica chiaramente oltre a quella dei prezzi, la liberalizzazione e la effettiva regolazione come priorità politiche".

 

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