FARMACI. Contraffazione e poca informazione. L’Ue propone di migliorare il settore

In Europa la contraffazione dei farmaci sta prendendo sempre più piede e le informazioni sui farmaci disponibili ai pazienti sono profondamente divergenti. Per ovviare a questa situazione la Commissione Ue ha presentato oggi una serie di proposte di legge e di iniziative politiche che saranno prese in esame dal Parlamento Ue e dal Consiglio europeo.

E’ necessario, secondo la Commissione, migliorare l’accesso al mercato dei farmaci, rendendo più trasparenti i meccanismi che fissano i prezzi e i rimborsi. La seconda priorità è quella di incoraggiare la ricerca farmaceutica nell’Ue; bisogna poi contrastare la contraffazione e la distribuzione illegale dei farmaci.

La Commissione Ue si impegna a garantire ai cittadini un’informazione di qualità sui medicinali a prescrizione e migliora la protezione dei pazienti rafforzando il sistema comunitario di controllo della sicurezza dei farmaci. Per intensificare la farmacovigilanza si deve cooperare con i principali partner, Stati Uniti, Canada e Giappone, e con i partner emergenti, Russia, Cina India.

Il settore farmaceutico contribuisce significativamente al benessere della popolazione ed alla crescita economica attraverso i posti di lavoro che genera: in Europa il settore occupa oltre 630mila lavoratori e si prende il 17% delle spese pubbliche per ricerca e sviluppo.

Da qualche anno però sul cammino europeo si sono poste nuove sfide sanitarie, economiche e scientifiche, attribuibili soprattutto all’accresciuta mondializzazione del settore che ha aperto nuove prospettive, ma ha posto anche nuove occasioni per la contraffazione. Ma il mercato farmaceutico europeo, anche da solo, non è perfetto: presenta lacune per quanto riguarda l’accesso dei pazienti ai farmaci e alle informazioni che limitano la competitività dell’industria.

"E’ importante che i cittadini europei dispongano di medicinali sicuri, innovativi e accessibili – ha dichiarato il Vicepresidente della Commissione Ue – essi devono essere meglio informati sui farmaci e sui trattamenti esistenti perché è in gioco la loro salute. La nostra volontà è quella di ridare all’Ue il ruolo di farmacia del mondo".

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