FARMACI. Farmindustria: l’export di medicinali traina l’impresa, bene la ricerca

Le esportazioni di medicinali sono in crescita e l’export traina le imprese del farmaco, che registrano "il consolidamento di una crescita industriale e la conferma di un ruolo di primo piano a livello internazionale". Aumentano gli investimenti nel settore della ricerca. E registra buoni risultati anche il settore del biotech. È la fotografia dell’industria del farmaco in Italia tracciata oggi da Farmindustria nel corso dell’Assemblea pubblica 2008.

Per Farmindustria il 2007 è stato un anno "caratterizzato da segnali contrastanti" per le imprese del farmaco: c’è infatti il consolidamento della crescita e il ruolo dell’export, "pari al 53% della produzione e dall’aumento, superiore al fatturato, degli investimenti in ricerca (+4,9%) e degli investimenti in impianti ad alta tecnologia (+3,9%)" ma ci sono anche "le difficoltà per l’equilibrio prezzi-costi con ripercussioni sull’occupazione che si inseriscono anche in un contesto di riorganizzazione globale della rete esterna". Farmindustria chiede dunque alle istituzioni politiche di lungo respiro. "Il settore – commenta l’associazione di imprese – ha bisogno più di qualsiasi altro di politiche di lungo termine non solo per la programmazione di investimenti che si misurano nell’arco di un decennio, ma anche per garantire l’unitarietà del SSN e l’omogeneità su tutto il territorio dell’accesso alle cure. Le imprese del farmaco sono pronte a continuare nel loro impegno per favorire l’innovazione e la competizione. Spetta anche alle Istituzioni incoraggiare con politiche di "lungo respiro" i passi in avanti finora compiuti".

EXPORT IN CRESCITA. Dal 2002 le esportazioni di medicinali sono maggiori della spesa pubblica in farmacia (a ricavo industria) e nel 2007 le hanno superate di 2,5 miliardi di euro (+36%). Oltre la metà della produzione, pari al 53%, è rivolta ai mercati esteri, quasi il doppio della media dell’industria e 4 volte il livello dei primi anni ’90; si rilevano 9,5 miliardi di euro di esportazioni dei soli medicinali, con un saldo estero positivo da dieci anni (1.229 milioni nel 2007); la farmaceutica rappresenta il 37% delle esportazioni italiane a più alto livello tecnologico. Dal 1998 la crescita dell’export è la più alta fra i settori industriali con aumenti superiori al 10% medio annuo.

RICERCA & BIOTECH. Nel settore industriale la farmaceutica, rileva l’associazione, ha la più alta intensità di ricerca. Nel 2002 le spese in quest’area sono cresciute del 32,5% e i ricercatori sono aumentati di quasi 1.000 unità. Aumenta anche il biotech: i medicinali biotech italiani in sviluppo sono 147 di cui 84 in fase clinica. Nel mondo sono più di 300 milioni i pazienti curati con farmaci biotech, un quinto di quelli in commercio e il 50% di quelli in sviluppo.

DONNE E FARMACEUTICA. Se nel settore industriale l’occupazione femminile si ferma al 24,2%, nella farmaceutica sale al 41,4% del totale, rivendica l’associazione di imprese, sottolineando che il 20,3% sono dirigenti (a fronte del 9,6% per il totale dell’industria) e il 19,5% quadri e dirigenti. Le donne, con il 53,2%, rappresentano inoltre la maggioranza fra gli addetti alla Ricerca e Sviluppo con un valore allineato a quello europeo del settore e nettamente più alto rispetto alla media in Italia e in Europa.

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