FARMACI. Fascia C, Turco: “Tavolo confronto per garantire qualità”. I commenti dei Consumatori

Il Ministro della Salute, Livia Turco ha annunciato oggi l’apertura di un tavolo congiunto con il Ministro dello Sviluppo Economico, cui partecipino tutti gli attori del sistema farmaceutico: Regioni, operatori sanitari, industria, farmacie, distributori farmaceutici e grande distribuzione e, naturalmente, associazioni di rappresentanza dei cittadini e dei consumatori per ragionare e visionare le diverse soluzioni e per garantire ai cittadini la massima qualità del servizio farmaceutico in una cornice di equità, sviluppo della ricerca e dell’innovazione, economia di spesa e, lo ripeto, rigore nella gestione dell’assistenza farmaceutica pubblica e privata.

La proposta segue il "No" alla vendita dei farmaci nei supermercati, che ieri il Ministro ha espresso in occasione della V Giornata del Sollievo. Turco ha spiegato: "Le farmacie devono diventare sempre di più un presidio del Sistema Sanitario Nazionale per garantire la continuità assistenziale, per dare le informazioni giuste ai cittadini, per stare vicino ai cittadini. Per questo – ha concluso il ministro della Salute – continuo a mantenere la mia posizione di contrarietà ai farmaci nei supermercati".

Apprezzamenti per le dichiarazioni del neo ministro sono stati espressi da Federfarma che condivide la decisione di aprire un tavolo congiunto per affrontare tempestivamente il problema della spesa farmaceutica pubblica e privata. Federfarma abbozza anche un ordine del giorno: "il primo obiettivo di tale tavolo – si legge nella nota – dovrebbe essere la revisione dei criteri di formazione del prezzo dei farmaci non concedibili dal servizio sanitario nazionale. I prezzi dei farmaci a pagamento in Italia sono fissati unilateralmente dai produttori e, in mancanza di provvedimenti, a gennaio 2007, alla fine dell’attuale blocco provvisorio, è prevedibile che i prezzi schizzeranno nuovamente verso l’alto. Da notare che, come risulta dalle segnalazioni delle associazioni dei consumatori e dalle molte lettere di cittadini pubblicate sui giornali, i prezzi dei farmaci a carico dei cittadini in Italia sono spesso superiori a quelli praticati in altri Paesi europei, anche in quelli dove il costo della vita è piu’ elevato che in Italia".

"Ci stupisce che l’onorevole Livia Turco ieri si sia schierata dalla parte di quella che è una vera e propria casta professionale, dicendosi contraria alla vendita dei farmaci di fascia C nei supermercati, anziché valutare in modo serio il peso della spesa farmaceutica, che opprime ogni giorno di più i cittadini e potrebbe essere alleggerito da una maggiore concorrenza nel mercato".
A dichiararlo è il Movimento Difesa del Cittadino (MDC), che aggiunge: "Il Ministro chieda piuttosto a Federfarma quanto sta spendendo per la campagna pubblicitaria contro i farmaci nei supermercati. Invece di tutelare la salute dei cittadini in modo concreto, la federazione dei farmacisti spende milioni di euro in campagne pubblicitarie che hanno il solo scopo di mantenere le proprie posizioni di privilegio".

"Le farmacie sono diventate dei veri e propri "bazar", – continua il Movimento – che mettono in vetrina anzitutto i prodotti contro cellulite o dimagrimento, spesso oggetto di provvedimenti per pubblicità ingannevole da parte dell’Autorità Antitrust, giocattoli, prodotti di bellezza e calzature, che ingombrano ormai buona parte degli scaffali. Se i farmacisti vogliono difendere l’esclusività della vendita dei farmaci, devono rinunciare a tutte le altre merci varie".

"Auspichiamo che il tavolo di confronto con tutte le rappresentanze sociali annunciato oggi dal Ministro della Salute serva a chiarire le incoerenze che contraddistinguono il settore farmaceutico: se Federfarma o l’onorevole Livia Turco temono che con la vendita nei supermercati aumenti il consumo dei farmaci da banco, non si capisce davvero perché non protestino contro le massicce e dispendiose campagne pubblicitarie che da sempre vengono fatte in Tv nelle ore più costose per questo tipo di farmaci (tipo Moment, Viamal e analgesici vari…)".

"La vendita dei farmaci da banco nei supermarket, sotto la vigilanza di personale specializzato, è stata chiesta non solo dall’Autorità Garante per la concorrenza e dalle associazioni dei consumatori come la nostra, ma anche dalle centinaia di migliaia di cittadini che hanno firmato la proposta della COOP".

Anche COOP rilancia sul tema della liberalizzazione farmaci da banco: "Ci auguriamo che la convocazione del tavolo di confronto congiunto a cui partecipino tutti gli attori del Sistema Farmaceutico, inclusa la grande distribuzione, avvenga rapidamente. Da parte nostra mettiamo sul tavolo le centinaia di migliaia di firme raccolte in 4 mesi a sostegno della campagna "Farmaci più liberi, prezzi più bassi".

"E’ l’unica strada per individuare soluzioni ottimali – spiega Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci & Salute del Movimento Consumatori – i cittadini si aspettano proprio dalle istituzioni risposte adeguate ai numerosi problemi nel settore dei farmaci. Il nocciolo della questione non è rappresentato solo dalla vendita o no nei supermercati, la questione è molto più complessa e richiede decisivi interventi su molti punti.

Oltre al prezzo dei farmaci di automedicazione, c’è il problema del prezzo dei farmaci con obbligo di ricetta, la revisione delle tabelle merceologiche delle farmacie, la confusione tra integratori alimentari e farmaci, l’incremento dei generici disponibili sul mercato, ecc. Inoltre se non si prendono le dovute decisioni dal 1° gennaio 2007 assisteremo impotenti ad aumenti ingiustificati".

"Per far fronte alla situazione è necessario intervenire adesso – continua la Miracapillo – coinvolgendo nelle scelte tutti i componenti della filiera, dalle aziende alle farmacie, ai consumatori, alla stessa grande distribuzione. Il tavolo cui chiediamo di partecipare sarà utile ed efficace solo se verranno fatte scelte ragionate, per questo siamo d’accordo sulla scelta di condivisione, una condivisione che porterà sicuramente a risultati durevoli".

"Ancora non ci siamo, Ministro Turco". Così interviene il Codacons, che precisa: "Pur prendendo atto della frenata nell’opposizione alla vendita dei farmaci nella grande distribuzione, restiamo perplessi per le seguenti ragioni:

  • l’abolizione di aree di privilegio anticoncorrenza come rappresentato dai 16.000 farmacisti italiani che assurdamente si dividono miliardi di euro e profitti inaccettabili, è nel programma di Prodi e il programma deve essere attuato e rispettato;
  • si tratta di dare seguito alle direttive dell’Antitrust o affermare che l’Antitrust sbaglia e che anche questo Governo fa precedere interessi di lobby come quella dei farmacisti a quelli della concorrenza e delle Autorità indipendenti. Chiediamo che il Ministro dica se Catricalà sbaglia o ha ragione senza giri di parole;
  • quanto ai "programmi innovativi" che dovrebbero sviluppare i farmacisti sarebbe bene che il Ministro chiarisca a cosa si riferisce visto che l’unica innovazione di cui essi sono stati capaci è stata quella di non ottemperare alla legge dello Stato che chiedeva e consentiva uno sconto sui farmaci di fascia C;
  • bene invece l’intenzione di aprire un tavolo tra tutti gli interessati, purchè però non si ritardi l’attuazione di quanto contenuto nel programma di Prodi e nelle indicazioni dell’Antitrust;
  • chiediamo poi al Ministro Turco di far cessare quell’affronto di pubblicità ingannevole e tambureggiante di Federfarma".

 

 

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