FARMACI. Fascia C in vendita nella GDO? Farmacisti pronti alla lotta

La Camera ha approvato ieri senza sentire il parere del Ministro della salute, un emendamento che, se confermato dal Senato, consentirebbe la vendita dei medicinali di fascia C (con ricetta medica, a carico del cittadino) negli esercizi commerciali. Ad annunciarlo oggi è Federfarma, che commenta negativamente l’approvazione: "Con un nuovo blitz, il Governo e la maggioranza fanno un altro regalo ai grandi gruppi commerciali (italiani come Coop, o multinazionali come Auchan e Carrefour, e le nascenti catene di parafarmacie). Tutto questo mentre è in corso al Ministero della salute un tavolo di confronto con gli operatori del settore per rendere il servizio farmaceutico sempre più rispondente ai bisogni dei cittadini".

"Il nuovo intervento – continua Federfarma – segue quello promosso un anno fa, grazie al quale supermercati e nascenti catene di parafarmacie possono vendere i medicinali senza obbligo di ricetta medica". Secondo la federazione, Governo e maggioranza stanno portando avanti "il loro disegno di smantellare pezzo per pezzo la farmacia italiana, finora considerata una delle migliori in Europa, consegnandola nelle mani delle catene commerciali della Grande Distribuzione Organizzata e delle multinazionali".

I farmacisti, pronti a lottare a difesa del servizio farmaceutico, hanno chiesto, dunque, un incontro urgente al Ministro della salute e hanno convocato per domani, giovedì 31 maggio, un Consiglio Direttivo di Federfarma.

Anche le Farmacie Comunali, rappresentate da Assofarm, non condividono l’emendamento approvato ieri alla Camera e intendono continuare a migliorare i servizi per la salute dei cittadini, "individuando in tale missione l’attività fondamentale e prevalente del proprio lavoro, ritenendo innammissibile che vengano tolte ulteriori risorse necessarie, fra l’altro, per il potenziamento dei servizi di cui sopra".

"E’ necessario – si legge nel comunicato – incrementare l’apertura di Farmacie Comunali su tutto il territorio nazionale per rendere più competitivo il settore farmaceutico, anziché favorire l’apertura di troppi punti di vendita che farebbero aumentare i costi per la distribuzione banalizzando il servizio e la qualità a esso connessa".

La proposta di Assofarm al Governo è quindi: più servizi per la salute in farmacia, pluralità nella proprietà della farmacia; più farmacie comunali da istituire soprattutto nelle zone dove il servizio è carente, in particolare al Sud d’Italia; remunerazione del farmacista basata sulla professionalità e in base alla qualità dei servizi; orari più flessibili attribuendo all’Ente Locale la possibilità di normare tali orari.

Comments are closed.