FARMACI. Federanziani: una strage da reazioni avverse. Aifa: ritirati 39 medicinali in 10 anni

Federanziani denuncia: le reazioni avverse ai farmaci provocano ogni anno migliaia di vittime soprattutto fra le persone avanti negli anni, e in Italia non ci sono studi approfonditi sull’argomento né dati sul ritiro dal commercio di medicinali per ragioni di sicurezza. L’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) risponde: negli ultimi dieci anni sono stati ritirati 39 farmaci.

Un passo indietro. Secondo il centro studi di Federanziani, associazione per la promozione dei diritti e della qualità di vita degli anziani, c’è "una vera e propria strage, con 40mila vittime l’anno, provocata dalle reazioni avverse ai farmaci (Adverse Drugs Reactions, ADRs), le cui principali vittime sono gli anziani, maggiori fruitori di terapie farmacologiche". I dati vengono da 95 studi pubblicati negli Stati Uniti e dalla comparazione fra i numeri americani e quelli italiani. Le reazioni avverse ai farmaci costano qualcosa come oltre un milione 700 mila giornate di degenza, 3 milioni 400 mila visite in pronto soccorso e 23 milioni di prestazioni medico-sanitarie non necessarie.

Per l’Aifa, però, i dati usati non sono confrontabili. L’Aifa infatti "pur apprezzando l’intento dell’Associazione di sollevare una problematica importante come la Farmacovigilanza che è da tempo all’attenzione delle autorità italiane, rileva un profondo difetto metodologico poiché si tratta di dati teorici dedotti in modo aritmetico, e troppo semplicistico, comparando tra loro due realtà profondamente diverse come quelle americana ed italiana – informa una nota stampa – L’America infatti non ha, tra l’altro, né un Servizio Sanitario Nazionale, né una Rete territoriale di Farmacovigilanza, né un sistema capillare di tracciatura del farmaco, elementi di grande garanzia per il cittadino italiano".

L’Agenzia ricorda inoltre che "l’Italia solo negli ultimi 10 anni ha ritirato 39 farmaci". E sottolinea di aver intrapreso "un programma di sorveglianza post marketing per gli anziani, soggetti molto spesso trattati con più farmaci contemporaneamente dei quali non sono note, al momento dell’autorizzazione, le reciproche interazioni".

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