FARMACI. Generici, proposta Antitrust: indicare nelle ricette solo il principio attivo

Indicare obbligatoriamente sulle ricette non più il nome commerciale del farmaco, bensì il principio attivo o il farmaco generico a più basso prezzo sostituibile. E’ questo il contenuto della segnalazione che l’Antitrust ha inviato al Presidente del Consiglio, ai presidenti di Camera e Senato e al ministro della Salute

Secondo il Garante per la concorrenza questo obbligo "potrebbe ridurre gli effetti del conflitto di interessi in medicina legato al finanziamento, da parte delle imprese farmaceutiche, delle spese di viaggio e di ospitalità in occasione di corsi, convegni, congressi e visite ai laboratori e ai centri di ricerca aziendali". Inoltre, "verrebbe favorita la concorrenza fra farmaci, incentivando l’utilizzo dei generici o, in ogni caso, di quelli a più basso costo, facilitando la riduzione della spesa farmaceutica a carico delle famiglie e del Servizio Sanitario Nazionale".

Soddisfatta per la proposta dell’Authority è l’associazione CODICI: "Sono più di quattro anni che chiediamo ai Ministri della Sanità la costituzione di una commissione per la revisione del decreto legislativo 541/92 sull’informazione scientifica sui farmaci, – dichiara Ivano
Giacomelli, Segretario nazionale CODICI – sino ad ora non si è mai voluto dare trasparenza a questo settore in cui evidentemente si celano interessi economici corporativi. Il decreto attualmente in vigore, infatti, oltre a favorire i favoritismi tra medici e case farmaceutiche, discrimina alcuni tra i professionisti, ed in particolare i medici di famiglia, esclusi dalle
sperimentazioni cliniche e da importanti opportunità di formazione."

A lanciare l’allarme circa i possibili rischi per la salute dei cittadini sono i medici di famiglia: "La valutazione dell’Antitrust potrà forse essere corretta dal punto di vista economico, ma sicuramente mette a rischio la salute", è il commento del segretario nazionale della Federazione dei medici di medicina generale (Fimmg) Giacomo Milillo. Che spiega: "Indicare il solo principio attivo non è la stessa cosa che indicare un farmaco preciso. Infatti, per lo stesso principio attivo utilizzato, a seconda degli altri eccipienti presenti, ci possono essere farmaci che agiscono in maniera percentualmente diversa rispetto alla medesima patologia. E questo può creare gravi problemi soprattutto in pazienti anziani".

Di opinione opposta, invece, il farmacologo e direttore dell’Istituto ‘Mario Negri’ Silvio Garattini, che si dice d’accordo e considera "positiva" la proposta dell’Antitrust. La ragione? Una misura, secondo il farmacologo, di "enorme importanza, poiché porterebbe ad una sostanziale diminuzione dell’influsso della pubblicità: va infatti ribadito – ha detto – che farmaci con nomi diversi hanno, spesso, lo stesso principio attivo ed esercitano la stessa azione terapeutica". Naturalmente, ha concluso Garattini, "vanno sempre rispettate le dovute precauzioni, come quella di indicare sulla ricetta anche il dosaggio necessario per principio attivo prescritto, cosa che d’altronde già accade con la prescrizione dei farmaci con nome commerciale".

Comments are closed.