FARMACI. IDV cambia posizione e si allinea con gli avversari delle liberalizzazioni. Perché?

Prima sosteneva a spada tratta la liberalizzazione dei farmaci da banco, realizzata dal ministro Bersani, proponendone un rafforzamento e una estensione importante con un Disegno di legge (n. 950) presentato proprio un anno fa, il 24 luglio 2008, da un suo autorevole senatore, Elio Lannutti, presidente dell’Adusbef. Negli ultimi mesi è cambiato qualcosa, perché l’Italia Dei Valori ha presentato il 23 giugno 2009 un nuovo DL (n. 1627) a firma dei Senatori Giuseppe Astore, Felice Belisario, Giuliana Carlino, e Alfonso Mascitelli.

Non è una semplice revisione o aggiornamento della posizione ma si tratta di una vera e propria inversione ad U. Basta semplicemente leggere e confrontare la presentazione del DL. Lannutti con il nuovo testo per accorgersi che sicuramente è avvenuto qualcosa di importante.

Non si tratta semplicemente di idee diverse espresse con un nuovo testo, ma della posizione politica che è mutata, come dimostra anche il contemporaneo ritiro del DL Lannutti (avvenuto il 9 luglio 2009). Il nuovo testo prevede un abbassamento del quorum necessario ad aprire nuove farmacie, comunque insufficiente ad aprire un numero rilevante di farmacie. Inoltre, viene accolta la tesi Gasparri/Tomassini di stabilire (attraverso l’AIFA) una riduzione della lista di farmaci vendibili senza la presenza del farmacista.

Ma la proposta più rilevante è la cancellazione definitiva della vendita di farmaci nelle parafarmacie. La "filosofia" del testo, ad una prima lettura, fa supporre che questo sia stato "suggerito" dai titolari di farmacia rurale con il contributo sostanziale di FOFI e Federfarma. Ma tutto sembra rispondere al disegno preciso di depotenziare prima e azzerare poi la riforma Bersani, riportando tutto nelle mani dei farmacisti titolari.

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