FARMACI. MNLF: “La protesta dei titolari, ennesimo esempio di arroganza corporativa”

Oggi nell’intento di scongiurare un ulteriore passo verso la liberalizzazione del settore rappresentato dall’approvazione dell’articolo 2 del d.d.l. 1644 (terza lenzuolata Bersani), i vertici di F.O.F.I. (Federazione Ordini Farmacisti Italiani), Federfarma (Ass. Titolari di Farmacia, Assofarm (Farmacie comunali) con la fattiva collaborazione della multinazionale Admenta (gruppo Ghee), hanno presentato un progetto di riforma del servizio farmaceutico debole, insufficiente e risibile per la portata riformatrice e innovatrice nella distribuzione al dettaglio del farmaco.

E’ questo il commento del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) alla conferenza stampa indetta dai rappresentanti dei farmacisti titolari per presentare le conclusioni del tavolo tecnico fortemente voluto dal Ministro della Salute Livia Turco. "Con inusitata arroganza i titolari di farmacia uniti ai rappresentanti di un Ordine Nazionale che non rappresenta più gli interessi generali della categoria – dice il Movimento – si permettono di ricattare il Paese e un Ministro della Repubblica perché receda dall’intento di liberalizzare, pena il proposito di far pagare ai cittadini tutti i farmaci. Ebbene i titolari degli esercizi farmaceutici aperti dopo il primo decreto Bersani sono pronti a sostituire le farmacie che scenderanno in sciopero per alleviare gli ingiustificati disagi dei cittadini"

"E’ arrivato – continua il MNLF – il momento di dire basta a queste minacce, di dire basta con gli interessi e i privilegi di alcuni a danno dei più, di dire basta con i monopoli e le rendite feudali. La posizione del Ministro della Salute di sostanziale sostegno a lobby e corporazioni, appare particolarmente grave ed offensiva delle prerogative del Parlamento, allorché si pone alla testa del tentativo di modifica, al di fuori delle aule preposte, di una legge già approvata dalla Camera dei Deputati ed attualmente in discussione al Senato".

Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti invita i senatori, le associazioni dei consumatori e la pubblica opinione a resistere e a manifestare il proprio dissenso contro la volontà conservatrice delle corporazioni responsabili in Italia del basso livello di competitività e dell’arretratezza economica in cui versa il Paese. Invita inoltre, il Presidente del Consiglio Romano Prodi e il Ministro delle Attività Produttive Pierluigi Bersani a confermare con l’approvazione senza modifiche dell’articolo 2 la propria volontà di perseguire nelle politiche di liberalizzazione dell’economia italiana.

LINK: Farmacisti: "Medicine tutte a pagamento dal 19/11"

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