FARMACI. MNLF contro Federfarma: il farmacista serve sia in parafarmacia sia in GDO

Si riaccende la polemica sulla liberalizzazione della vendita dei farmaci e sulla presenza del farmacista per la vendita di medicinali da banco. Il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti (MNLF) bolla infatti come "irresponsabili" le dichiarazioni rese ieri dal presidente Federfarma Annarosa Racca, che commentando la dichiarazione dell’amministratore delegato di Conad sul rischio di stop alle parafarmacie portato dal ddl Gasparri/Tomassini, ha risposto che quest’ultimo "non fa altro che fare un piccolo passo avanti, adeguando la situazione italiana a quella degli altri Paesi europei, nei quali la vendita di medicinali da banco è consentita anche negli esercizi commerciali, senza farmacista". Secondo il presidente di Federfarma, il disegno di legge rappresenterebbe "un’apertura alla Grande Distribuzione, in quanto l’eliminazione dell’obbligo del farmacista per la vendita di medicinali di automedicazione comporterebbe una riduzione dei costi, un aumento della concorrenza e un sensibile calo dei prezzi di questi medicinali e una loro disponibilità anche in luoghi come le aree di servizio autostradali, dove oggi gli alti costi legati alla presenza obbligatoria del farmacista, non consentono la presenza di farmaci".

I liberi farmacisti non ci stanno e ribadiscono la centralità del ruolo del farmacista. "Altro che concorrenza e riduzione dei costi, il ddl Gasparri/Tomassini si propone di cancellare definitivamente le liberalizzazioni mettendo letteralmente sul "lastrico" le oltre 3000 parafarmacie aperte. Un’intenzione che va contro la maggioranza degli italiani che, al contrario di Federfarma, gradisce la presenza del farmacista per ricevere quel valore aggiunto all’acquisto che si chiama consiglio, professionalità e preparazione scientifica".

Commenta il presidente del Movimento Vincenzo Devito: "Le parafarmacie suppliscono parzialmente ai deficit strutturali della pianta organica che non assicura affatto la distribuzione capillare dei farmaci e che non riesce ad adeguarsi ai cambiamenti sociali ed economici della società. Proprio per questi motivi è necessario proseguire sulla strada intrapresa concedendo alle parafarmacie di poter vendere anche i farmaci di fascia C (con obbligo di ricetta) e rivedendo dalle fondamenta le disposizioni relative all’apertura delle farmacie. Il sindacato dei titolari di farmacia si conferma interessato unicamente al mantenimento del proprio monopolio e non accetta che il sistema farmaceutico italiano si apra ad un maggiore confronto delle capacità nell’interesse dei cittadini e di coloro che liberamente vogliono potersi misurare in un mercato aperto alla libera concorrenza".

Sulla stessa lunghezza d’onda la posizione del Forum Nazionale Parafarmacie, che commenta: "Federfarma non possiede nessuna valida motivazione che metta in discussione un sacrosanto diritto di farmacisti lavoranti in Parafarmacie ovvero il diritto professionale alla vendita di tutti i farmaci a carico del cittadino. Chiediamo l’intervento immediato di FOFI, ordine professionale dei farmacisti, che da sempre dichiara l’obbligo imprescindibile farmaco-farmacista, mentre in questa occasione risponde con un silenzio assordante".

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