FARMACI. Piemonte, un programma di azione per contenere la spesa

Cinque milioni e 300 mila euro: è quanto è cresciuta tra il 2005 e il 2006 la spesa sanitaria regionale piemontese per i farmaci inibitori di pompa protonica (IPP), utilizzati per sopprimere l’acidità di stomaco nei pazienti affetti da malattia da reflusso gastroesofageo. Una patologia, quest’ultima molto comune, per cui bile e succo acido dallo stomaco risalgono nell’esofago, provocando nel 7 per cento degli italiani sintomi come bruciore e rigurgito quotidiano.

"Nel primo trimestre di quest’anno – ha affermato l’assessore alla tutela della salute e sanità, Mario Valpreda – il costo per questi farmaci ha raggiunto quota 18 milioni e 700 mila euro, contro i 13,4 dell’anno precedente, pari all’8 per cento della spesa complessiva farmaceutica del Piemonte. Si tratta di un livello insostenibile, anche a fronte dei limiti tassativi che la legge stabilisce. L’incremento trova una motivazione solo parziale nel fatto che a partire da agosto sia stato abolito il limite di prescrizione di un’unica confezione a ricetta. Si pone, piuttosto, il problema di una maggiore appropriatezza nell’uso di questi prodotti, soprattutto da parte dei medici, che dovrebbero iniziare a operare vagliando attentamente le diverse opportunità di trattamento e privilegiando, laddove possibile, quelle prescrizioni che consentano di realizzare rilevanti risparmi".

Per questo, l’Assessorato ha avviato una campagna di informazione e responsabilizzazione che, senza pretesa di interferenza nelle scelte terapeutiche, punta a promuovere presso i prescrittori un uso più corretto degli IPP e a favorire l’impiego di farmaci equivalenti. Da aprile, infatti, a seguito della scadenza del brevetto, è disponibile sul mercato come "generico" il lansoprazolo, che ha un costo del 40 per cento inferiore a quello degli altri principi attivi della stessa categoria terapeutica e che attualmente copre appena il 10-15 per cento delle dosi consumate.

"Abbiamo già provveduto a mandare a tutti i medici di medicina generale una scheda compilata da un esperto – continua Valpreda – che illustra come i disturbi da reflusso gastroesofageo possano essere prevenuti e controllati anche senza farmaci e soprattutto come nel loro trattamento il lansoprazolo abbia un’efficacia equivalente a quella di altri prodotti ben più costosi. Abbiamo inoltre dato disposizione a tutti i commissari affinché, a loro volta, si attivino in questo senso nelle rispettive aziende. Visto infine il rilevante interesse sanitario ed economico della questione, nei prossimi mesi la prescrizione dei farmaci IPP sarà monitorata direttamente dall’Assessorato, che ne renderà disponibili i risultati al pubblico e alle aziende sanitarie".

"Vogliamo evitare – conclude l’assessore piemontese – che si spenda inutilmente il denaro dei contribuenti, in modo da liberare risorse da investire in interventi a tutela della salute dei cittadini". Sempre sul fronte del farmaci, novità importanti si profilano anche sul fronte degli informatori farmaceutici. L’Assessorato ha infatti allo studio la regolamentazione delle attività di promozione all’interno degli ospedali e degli studi medici, che non potrà più avvenire in corsia o durante gli orari di visita. In programma, anche l’introduzione di norme sulle sponsorizzazione di convegni e corsi da parte delle aziende farmaceutiche.

 

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