FARMACI. Relazione Antitrust, scambio di “vedute” tra Federfarma e Coop

La Relazione annuale dell’Antitrust presentata ieri dal Presidente Antonio Catricalà ha suscitato reazioni variegate, avendo lanciato un forte appello a tutti i settori economici del Paese. Sul piano delle farmacie e dei farmaci c’è stato uno scambio di "vedute" tra i difensori delle farmacie e i favorevoli alle liberalizzazioni. Il Presidente di Federfarma Annarosa Racca ha sottolineato che l’attività di Antitrust di quest’anno non ha interessato le farmacie che, anzi, sono state al centro di fonti di risparmio.

Nel bilancio del presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ci sono stati risparmi per "73 milioni relativi ai farmaci da banco e 280 milioni per il latte in polvere per l’infanzia". "E’ grazie alla farmacie – ha dichiarato Racca – che è stato creato il Neolatte un latte in polvere dai costi contenuti che oggi è più venduto". Racca ha poi sottolineato che la Relazione tenuta quest’anno da Catricalà ha riguardato altri settori quali le Poste, l’energia e i trasporti. Secca anche la replica alle affermazioni del Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) che chiedono il blocco del ddl Gasparri-Tomassini sulla liberalizzazione delle farmacie: "Il farmaco – afferma Racca – è salute, non un bene di consumo e quindi va protetto. Non è detto che l’aumento dei punti vendita sia un vantaggio per il cittadino perché diminuirebbero i controlli". Infine sulla libera vendita dei farmaci con obbligo di ricetta (fascia C) che porterebbe, secondo il Mnlf, ad un risparmio di 700 milioni di euro la presidente di Federfarma ha detto: "i medicinali in fascia C hanno un prezzo fisso per legge uguale su tutto il territorio".

La risposta a Federfarma è arrivata da Coop che ha ribadito: "le liberalizzazioni apportano soltanto benefici ai consumatori". "Ci permettiamo di ricordare a Federfarma che nessuno nella grande distribuzione e tanto meno in Coop ha mai messo in discussione che il farmaco sia un bene e non un prodotto di cui abusare: l’ampliamento del circuito di vendita per i farmaci da banco non ha infatti fatto registrare alcun abuso, ma casomai ha diminuito i prezzi. Quanto al latte in polvere, era il 2004 quando Coop ha lanciato il suo latte a marchio al prezzo di 9 euro al litro, un prezzo allora introvabile in Italia diversamente dal resto dell’Unione Europea generando così un’azione calmieratrice del mercato, spezzando dei monopoli e provocando effetti emulativi ".

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