FARMACI. Richiamo Antitrust, continua la contrapposizione sul ddl Gasparri/Tomassini

Continua la contrapposizione sul futuro assetto della distribuzione dei farmaci. Il richiamo dell’Autorità Antitrust – "Nella distribuzione farmaceutica, l’approvazione di riforme che riportino indietro le lancette dell’orologio ripristinerebbe di fatto il monopolio delle farmacie tradizionali, con la conseguente fuoriuscita dei tanti nuovi operatori" – lanciato ieri non ha mancato di suscitare reazioni.

È di oggi l’intervento di Federfarma: "Il presidente Catricalà – scrive la Federazione – dimentica di aver recentemente sostenuto la opportunità di un accesso "libero e diretto" da parte del cittadino al farmaco di automedicazione, dichiarandosi addirittura favorevole ai distributori self service". In particolare, Federfarma "condivide l’opinione del senatore Antonio Tomassini che difende il ddl, co-firmato con il senatore Maurizio Gasparri, sul riordino del servizio farmaceutico. Tale ddl prevede, tra l’altro, la vendita senza la presenza obbligatoria del farmacista di una piccola quota di farmaci senza obbligo di ricetta, in confezioni ridotte. Una misura tesa ad una ulteriore liberalizzazione del mercato che porta quindi avanti – e non indietro come ritiene Catricalà – le lancette dell’orologio". Per la Federazione, dunque, la vendita dei farmaci senza ricetta senza presenza obbligatoria del farmacista "non lede affatto le parafarmacie, sulle quali ha anzi un impatto minore rispetto alle farmacie".

Di diverso e opposto avviso il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti, per il quale obiettivo del ddl è "la restaurazione del monopolio delle farmacie". "In riferimento alle dichiarazioni del Presidente della XII Commissione Senato Igiene e Sanità Antonio Tomassini che attacca l’Antitrust accusandola di voler influenzare il Parlamento, si ricorda – afferma il MNLF – che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha tra i propri compiti istituzionali quello di segnalare al Governo e Parlamento i casi in cui provvedimenti in via di formazione siano tali da indurre restrizioni alla concorrenza che non risultano giustificati in base ad esigenze d’interesse generale. Infatti, come a tutti gli osservatori e buona parte dell’opinione pubblica, non è sfuggito all’Autorità che il disegno di legge Gasparri/Tomassini ha come obiettivo unico, non già la riforma del sistema farmaceutico nazionale, ma la restaurazione del monopolio delle farmacie, quindi il restringimento della concorrenza". E "proprio perché i farmaci non sono "caramelle" il MNLF si oppone alla loro vendita senza la presenza del farmacista come il progetto Gasparri/Tomassini vorrebbe realizzare".

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