FARMACI. SIFO: innovazione modesta per oltre metà dei farmaci registrati

Oltre la metà dei farmaci che viene registrata in Italia rappresenta un’innovazione modesta rispetto a quelli esistenti, perché la maggior parte dei prodotti copre bisogni già soddisfatti, a costi più elevati e senza sostanziali miglioramenti. È quanto denunciano gli esperti della Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) durante la presentazione del 30° congresso nazionale della società scientifica (dal titolo "L’assistenza come occasione di ricerca") che si terrà ad Ascoli Piceno dall’1 al 3 ottobre.

"Nell’attuale momento di crisi economica – afferma Laura Fabrizio, presidente SIFO – sarebbe necessario continuare ad impegnare più risorse solo nel caso in cui sia garantito un risultato migliore per la salute e per la qualità di vita dei pazienti. Oggi invece capita che si approvi un farmaco quando i dati clinici sono preliminari, ma non ancora sufficienti a stabilire con certezza i maggiori benefici rispetto alle terapie già esistenti".

Per alcune patologie in questi ultimi anni la SIFO riconosce che sono state introdotte molecole fortemente innovative: per esempio nel trattamento dell’infezione da HIV, nel trattamento di tumori, nell’artrite reumatoide e nella psoriasi. Nel caso delle malattie rare o orfane, invece, la mancanza di innovazione è dovuta principalmente alla carenza di investimenti nella ricerca.

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