FARMACI. Vendita senza farmacista. Movimento Liberi Farmacisti contro proposta del Ministro Sacconi

Self-service per i farmaci da banco, la cui vendita non necessita la presenza del farmacista. E’ stata questa l’affermazione del ministro del Lavoro, Salute e della Previdenza Sociale Sacconi, che ha scatenato un’immediata reazione da parte del Movimento Nazionale Liberi Farmacisti. "Proprio colui che insieme ad altri era stato tra i più fieri oppositori del Decreto Bersani, paventando chissà quali rischi per la popolazione, poi smentito dai fatti, oggi sotto la pressione degli interessi della grande distribuzione e quelli corporativi dei titolari di farmacia cambia parere e vorrebbe promuovere il self-service per i farmaci da banco".

Nel comunicato del Movimento Liberi Farmacisti si legge che "il vero motivo di tali posizioni è da ricercarsi da una parte nella volontà della grande distribuzione di avere maggiori utili dalla vendita dei farmaci attraverso il licenziamento dei farmacisti ora occupati. Ci sarebbe poi la questione del "monopolio delle farmacie che vedrebbe ristabilirsi l’antico binomio farmaco-farmacia sbarrando la strada alla pericolosa emorragia di farmacisti dipendenti che aprono nuove parafarmacie". Non a caso la Federazione degli Ordini dei Farmacisti è favorevole alla proposta del Ministro che difende la corporazione delle farmacie. I Liberi Farmacisti insistono sulla necessità di eliminare il numero chiuso delle farmacie, consentendo alle parafarmacie di dispensare anche i farmaci con obbligo di ricetta. Infine il Movimento Liberi Farmacisti invita il Ministro a preoccuparsi del contratto dei farmacisti dipendenti di farmacie private che sono senza contratto da 29 mesi e guadagnano in media 1.200 euro al mese.

Comments are closed.