FINANZIARIA. Addio alla tassa di soggiorno

Nella riunione maggioranza-governo sulla Finanziaria che si è tenuta questa mattina è stata decisa la cancellazione della tassa di soggiorno (di 5 e 2 euro rispettivamente, per grandi e piccole città) approvata pochi giorni fa dal governo. "L’abolizione – dichiara il capogruppo del Prc-SE in commissione Bilancio, Andrea Ricci -accoglie una richiesta di Rifondazione Comunista e risponde a criteri di giustizia sociale, legittimità costituzionale e difesa dell’immagine del paese nel mondo.

Plauso all’iniziativa giunge da Assoturismo: "Si tratta di un ripensamento giusto che non sarebbe stato necessario – spiega il presidente di Assoturismo-Confesercenti, Claudio Albonetti – se l’esecutivo avesse ascoltato subito le reazioni del mondo del turismo all’ipotesidell’introduzione di una tassa del genere. Va però riconosciuto al vice presidente del Consiglio Francesco Rutelli – sottolinea il presidente – il merito di essersi battuto per questa abrogazione e prima ancora per l’abolizione dell’aumento del 300% sui canoni demaniali, mostrando di avere a cuore il rilancio del turismo nel nostro Paese, fattore trainante per la ripresa dell’intera economia". "Il nostro auspicio – conclude Albonetti – è che questa vicenda porti in futuro ad una maggiore e più trasparente concertazione tra esecutivo e organizzazioni delle piccole e medie imprese del turismo per mettere a punto interventi concreti di rilancio del settore ed evitare inutili retromarce".

Dello stesso tono il parere di Coldiretti: "Dalla soppressione della tassa – si legge in una nota – ne beneficerà l’agriturismo che rappresenta uno dei pochi settori della vacanza Made in Italy ancora in crescita".

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