FINANZIARIA. CRUI: “E’ necessario mantenere gli impegni presi”

Dal Governo più soldi, dalle università la promessa a spendere meglio. E’ questo l’impegno assunto, lo scorso 12 settembre, dai ministri dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, dell’Università e della Ricerca, Fabio Mussi, e dai rettori degli atenei italiani e che dovrebbe essere formalizzato in un Protocollo di reciproci impegni sulla cui base deve essere costruita la parte relativa della Finanziaria 2008.

Di fronte alle difficoltà emerse nella definizione delle risorse disponibili per l’Università nella Legge Finanziaria 2008, Guido Trombetti, Presidente della CRUI, dopo aver ribadito la propria adesione alle linee di indirizzo del Patto per l’Università, presentato all’Assemblea Crui lo scorso 12 settembre, ha sottolineato la assoluta necessità di mantenere gli impegni presi in quella sede.

Per il Presidente della CRUI è fondamentale che si prenda atto formalmente del sottofinanziamento complessivo del sistema universitario. Inoltre, è necessario prevedere un incremento dei finanziamenti, che deve essere accompagnato da garanzie di funzionalità, efficacia e trasparenza da parte degli Atenei, nel pieno rispetto degli obblighi per il loro uso.
Per l’applicabilità dell’accordo e la sua prevista formalizzazione in uno specifico Protocollo, è importante la disponibilità del Governo a stanziare risorse progressivamente aggiuntive, a partire dal 2008, tali da assicurare un incremento del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università (FFO), che da diversi anni è sottodimensionato rispetto alle esigenze essenziali.

L’incremento delle risorse che il Governo dovrà stanziare nella Finanziaria 2008 dovrà essere tale da provvedere alla copertura degli aumenti automatici degli oneri del personale di ruolo, con esclusione di quelli riferiti a posizioni in eccedenza rispetto ai limiti di spesa previsti, nonché degli altri costi determinati dall’inflazione. La quota non potrà discostarsi dall’importo effettivo degli aumenti stipendiali. Inoltre una quota pari ad almeno il 5% del Fondo di Finanziamento Ordinario delle Università dovrebbe essere ripartita tra le Università, sulla base della formula in vigore del Comitato Nazionale per la Valutazione del Sistema Universitario (CNVSU) e dovrebbe essere modificata in modo da riconsiderare alcuni indicatori – dando maggior peso a quelli riguardanti la qualità della ricerca e della didattica – in modo da renderli più adatti a valutare situazioni specifiche e di contesto e a obiettivi da incentivare. Una congrua percentuale di questa quota dovrebbe essere riservata alle Università che risultino sottofinanziate rispetto al modello, fino al raggiungimento dell’equilibrio.

In seguito andrà valutata l’entità delle ulteriori risorse messe a disposizione per l’Università da utilizzare per:

  • rafforzare l’attuazione del diritto allo studio e favorire la mobilità degli studenti;
  • assicurare il finanziamento dell’edilizia universitaria su base almeno triennale, anche promuovendo l’inclusione di un programma di interventi nell’ambito delle "grandi opere a carattere strategico";
  • incrementare gli stanziamenti riservati alle Università non statali.

Per il Presidente della CRUI, quindi, solo con regole e risorse adeguate si potrà assicurare al sistema degli Atenei pubblici italiani un futuro di sviluppo efficace e di competitività. Per questo motivo è necessario determinare le condizioni per affrontare con urgenza le altre questioni in sospeso. Tra queste, per gli Atenei è particolarmente urgente trovare un raccordo tra funzioni didattiche e di ricerca delle facoltà mediche e oneri per l’assistenza ospedaliera, che fino ad oggi sono impropriamente a carico degli atenei. Se questo nodo non verrà sciolto rimarrà in essere una iniqua e irragionevole situazione che vede a carico del FFO quote di spesa proprie della sanità, rischiando così di compromettere la tanta auspicata razionalizzazione del sistema.

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