FINANZIARIA. Camera Deputati approva dpef

Via libera della Camera dei Deputati al Documento di programmazione economica e finanziaria 2007-2001 (Dpef) approvando la risoluzione di maggioranza con 302 sì e 284 no. Due gli astenuti. La risoluzione di maggioranza approvata dalla Camera indica i saldi da finanziare per il 2007 e impegna il governo su alcuni punti fondamentali di politica economica.

Questi i passaggi principali.
CONTI PUBBLICI – Il documento fissa il saldo netto da finanziare del bilancio dello Stato entro un limite massimo di 29,5 miliardi nel 2007. Per il 2008 il saldo netto non deve risultare superiore a 19,5 miliardi, nel 2009 a 10,5 miliardi. Il governo deve mantenere il fabbisogno di cassa del settore statale entro il limite del 2,2% per il 2007, dell’1,9% per il 2008 e dello 0,8% per il 2009 ed è impegnato a mantenere il rapporto fra debito e Pil entro valori non superiori al 107,5% nel 2007, al 107% nel 2008, al 105,1% nel 2009, al 102,6% nel 2010 e al 99,7% nel 2011.

FISCO – La maggioranza impegna il governo a "ridurre gradualmente il carico fiscale per i contribuenti" grazie "innanzitutto ad "una determinata e sistematica lotta all’evasione e all’elusione", ad "armonizzare il carico fiscale sui redditi da capitale agli standard dei Paesi europei" e a "restituire il fiscal drag". Inoltre indica l’obiettivo ad "investire risorse crescenti" nella ricerca individuando le risorse necessarie "le risorse necessarie a tali fini anche attraverso un’eventuale revisione del cosiddetto ‘secondo modulo’ della riforma fiscale". Il testo chiede poi di verificare "la praticabilità del ripristino – nelle aree svantaggiate – di crediti di imposta automatici per le assunzioni aggiuntive a tempo indeterminato e per gli investimenti e della fiscalità di vantaggio".

PENSIONI E LAVORO – "Ferma restando la validità della riforma Dini – si legge nel testo – occorrerà verificare innanzittutto l’effettiva sostenibilità economica del sistema vigente, dopo aver separato le spese per prestazioni previdenziali da quelle assistenziali". Quanto alle politiche del lavoro si chiede di "definire una riforma del sistema degli ammortizzatori sociali che estenda gradualmente la sua rete protettiva a tutti i lavoratori italiani" e a "intervenire per ridurre tutte le forme di precariato anche attraverso una riforma organica del mercato del lavoro che riesca a coniugare stabilità e flessibilità".

SANITA’ – Il governo è impegnato a "stabilizzare la spesa sanitaria rispetto al Pil", garantendo comunque i livelli di assistenza.

IMMIGRAZIONE – Il governo deve "modificare la Bossi-Fini programmando i flussi migratori diretti verso il nostro Paese in base alle reali esigenze dell’economia e della società e implementando politiche di effettiva integrazione degli immigrati".

LIBERALIZZAZONI – La maggioranza impegna il governo ad "avviare un processo di apertura per ottenere maggiore concorrenza nei mercati chiusi" e a realizzare subito le riforme che non costano, come le semplificazioni amministrative.

CASA – Infine la maggioranza impegna il governo a realizzare "interventi di rilancio delle politiche abitative anche attraverso l’adeguato rifinanziamento delle misure di sostegno all’accesso agevolate alle locazioni".

 

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