FINANZIARIA. Ferrante (Ulivo) chiede abolizione tassa su cellulari. MDC a favore

Il Senatore Francesco Ferrante (Ulivo) ha presentato un emendamento alla Finanziaria per abolire la Tassa di Concessione sugli abbonamenti di telefonia mobile. La Camera dei Deputati aveva votato già lo scorso febbraio un ordine del giorno a larga maggioranza, impegnando proprio il Governo a provvedere all’eliminazione del balzello. Il Movimento Difesa del Cittadino (MDC) ha subito appoggiato l’iniziativa: "Dopo il costo di ricarica, è arrivato il momento di abolire questo balzello – si legge in una nota dell’associazione – inutile e oramai superato, la cui eliminazione andrebbe a totale vantaggio dei consumatori".

"Si tratta di una tassa che fu introdotta all’inizio degli anni Novanta – dice il Movimento – per colpire un consumo ritenuto più voluttuario che utile e allora giudicato quasi uno status symbol. Oggi questo balzello colpisce gli abbonati di telefonia mobile in modo indiscriminato, essendo il telefonino ormai divenuto un bene alla portata di tutti, e incide in modo rilevante sui costi fissi a loro carico. Tra l’altro – conclude l’associazione MDC – l’Italia è l’unico Paese dell’Unione Europea con una tassa di questo tipo. Gli utenti devono poter conoscere (e pagare) solo il costo dei servizi effettivamente utilizzati, senza balzelli e costi occulti. L’ultimo passo importante da fare sarà abolire gli scatti alla risposta".

AS 1817 – Emendamento 5.40 presentato dal Senatore Francesco Ferrante (Ulivo)

Dopo il comma 33 aggiungere il seguente:

"33-bis. L’articolo 21 della tariffa annessa al Decreto del Presidente della Repubblica del 26 ottobre 1972, n. 641, modificato dal DM 24 maggio 2005 e’ abrogato".

Conseguentemente
Al comma 31, dopo la lettera b), aggiungere le seguenti:

"c) all’art 102 del Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al comma 9, sostituire le parole "80 per cento" con le parole "75 per cento";

d) all’art 54 del testo unico di cui al Decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, al comma 3-bis, sostituire le parole "80 per cento" con le parole "75 per cento";

e) Le disposizioni di cui al comma 31,alle lettere c) e d) si applicano a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2007: per il medesimo periodo di imposta, nella determinazione dell’acconto dovuto ai fini delle imposte sul reddito e dell’imposta regionale sulle attività produttive, si assume quale imposta del periodo precedente quella che si sarebbe determinata tenendo conto delle disposizioni delle predette lettere c) e d)."

Dopo il comma 47, aggiungere i seguenti:

"47-bis. All’articolo 19-bis1 del Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, al comma 1, la lettera g) e’ sostituita dalla seguente:

g) l’imposta relativa all’acquisto, all’importazione, alle prestazioni di servizi di cui al terzo comma dell’articolo 16, nonche’ alle spese di gestione, di apparecchiature terminali per i servizi di comunicazione elettronica ad uso pubblico di cui alla lettera gg) del comma 1 dell’art. 1 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche, di cui D.Lgs. 1° agosto 2003 n. 259, e’ ammessa in detrazione nella misura del 75 per cento; la predetta limitazione non si applica agli impianti di telefonia dei veicoli utilizzati per il trasporto di merci da parte delle imprese di autotrasporto limitatamente ad un solo impianto per ciascun veicolo."

"47-ter. Le disposizioni di cui al comma 47-bis si applicano a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge."

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