FINANZIARIA. L’Università scende in piazza

Più risorse per i settori dell’università e della ricerca e un piano straordinario di assunzioni e la stabilizzazione di tutto il personale precario. Queste le richieste avanzate dagli studenti, ricercatori e sindacati oggi scesi in piazza a Roma su mobilitazione di Cgil, Cisl e Uil.

Non ci sono atti concreti del Governo – si legge in una nota della Cgil – che diano il segno di una sostanziale inversione di tendenza né sull’Università, né per gli Enti Pubblici di Ricerca. I tagli ai finanziamenti sono rimasti tali, rischiando la messa in discussione dei rinnovi dei contratti di lavoro e della stessa attività ordinaria degli Enti e degli Atenei; così come sono del tutto insufficienti e inadeguate le risorse per affrontare in modo adeguato il problema del precariato. Rimane fermo il giudizio negativo sulla gravità del declassamento che gli Enti di Ricerca subiscono dalla delegificazione proposta nel decreto fiscale in discussione al Senato.

”Lo sciopero e’ stato proclamato per protestare -ha affermato Antonio Marsilia, Segretario Generale della Federazione Cisl Università – contro la finanziaria 2007 e chiedere la modifica delle norme che riguardano l’Universita’ e la Ricerca. Precariato, risorse finanziarie, rinnovi contrattuali, l’autonomia degli Enti, diritto allo studio: sono questi per il sindacato i nodi da risolvere. Di fronte a questo la Finanziaria risponde invece non recuperando nemmeno i tagli operati con il recente decreto Bersani sulle spese correnti”.

"C’è bisogno di una politica per la ricerca, non di oboli". E’ questo il commento del Segretario generale della Uil, Luigi Angeletti, in occasione della manifestazione organizzata da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro i tagli alla ricerca e all’Università. "Come si può parlare di sviluppo – ha proseguito Angeletti- se la ricerca e l’Università continuano ad avere il posto destinato alle cenerentole? Nella società della conoscenza si cresce se si investe sulle persone e se si valorizza un patrimonio professionale e culturale di cui il nostro Paese è ricco. Il Governo – ha concluso Angeletti- deve mettere in campo una riforma che dia prospettive concrete alla ricerca, che eviti la cosiddetta "fuga dei cervelli" e che valorizzi i tanti lavoratori del settore".

Comments are closed.