FINANZIARIA. Padoa Schioppa espone il disegno di legge in Senato

E’ iniziato oggi con l’esposizione del Ministro dell’Economia, Padoa Schioppa, l’esame in Senato della Finanziaria 2008. La manovra – si legge nel resoconto della seduta – si iscrive in un disegno politico perseguito con coerenza, che mira a restituire all’azione di Governo un’ampiezza progettuale rivolta al futuro. Non si tratta di un proposito scontato: per troppi anni ci si è limitati ad affrontare i problemi del momento senza tener conto delle ricadute sul futuro; da qui hanno avuto origine l’enorme debito pubblico e la fiacchezza dell’economia italiana.

Il Ministro ha sottolineato come "la precedente legislatura si sia conclusa in una situazione di azzeramento dell’avanzo primario e di incremento del debito pubblico, per cui il Governo Prodi ha dovuto porre tali questioni al centro della sua azione".

L’argomento generale che ispira la manovra finanziaria appena varata – spiega il Ministro – ispira è la convinzione che il ritorno ad una crescita duratura sia un elemento essenziale per il benessere e la sicurezza sociale, per il futuro dei giovani e per la tutela dell’ambiente. Il disegno di legge finanziaria è più snello, in corrispondenza di una manovra di entità contenuta, pari a circa 11 miliardi di euro. Contestualmente è stato emanato un decreto-legge recante interventi urgenti in materia economico-finanziaria, mentre la prossima settimana sarà varato il disegno di legge collegato su lavoro e previdenza, che recepisce gli accordi di luglio; è fondamentale che le Camere approvino tali provvedimenti entro la fine dell’anno.

Con la manovra in oggetto – continua il resoconto – prosegue il riequilibrio dei conti pubblici attraverso la riduzione del deficit e del debito, si arresta la crescita della spesa primaria e si ferma la pressione fiscale; per la prima volta non vi è necessità di reperire risorse per tener fede agli obblighi comunitari. Il contenimento della spesa è un obiettivo impegnativo, realizzabile anzitutto attraverso la razionalizzazione dell’attività e delle risorse umane della pubblica amministrazione che punti ad una maggiore efficacia e a costi minori, prendendo a modello le realtà più virtuose.

Per quanto riguarda i costi della politica, invece, si persegue un’azione rigorosa di riduzione delle spese mentre a sostegno del Mezzogiorno vi sono significativi stanziamenti nell’ambito del quadro strategico nazionale e la riconversione degli incentivi in meccanismi automatici di sostegno agli investimenti. Sul fronte della fiscalità, all’intensificazione dei controlli si accosta un deciso impegno per la semplificazione delle procedure a vantaggio delle imprese, soprattutto di quelle con un basso giro d’affari; viene semplificata la base imponibile, facendola coincidere con il bilancio civilistico, con il contestuale abbassamento delle aliquote IRES e IRAP.

Le misure a favore dell’equità e a sostegno dei cittadini bisognosi si sostanziano in una fitta rete di interventi in settori cruciali per la vita della società: bonus per incapienti, congedi parentali più estesi per le famiglie, estensione dei benefici per le vittime del terrorismo e della criminalità, contrasto alle violenze sulle donne, vantaggi per gli affitti di giovani e studenti, aumento del fondo per l’inclusione sociale degli immigrati, investimenti per ridurre il disagio dei pendolari.

La questione della casa è affrontata con interventi sostanziosi quali la ripresa di un’adeguata politica di edilizia popolare, significative riduzioni dell’ICI per l’abitazione principale e sgravi fiscali per gli affitti.

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