FINANZIARIA. Ticket sanità, Cittadinanzattiva: “I cittadini pagheranno per il sistema inefficiente”

"I ticket sono un metodo veloce per fare cassa, senza in realtà aggredire i veri nodi. Inoltre, l’ipotesi di ricorso al ticket per il pronto soccorso, apparso in questi giorni sui quotidiani, è già previsto da una legge vigente, la 124 del 1998, anche se si lascia alle Regioni la facoltà di farvi ricorso". È questo il commento di Teresa Petrangolini, segretario generale di Cittadinanzattiva, l’organizzazione che ha tra le sue reti il Tribunale per i diritti del malato.

"Piuttosto – spiega la Petrangolini – sarebbe meglio decidere, per esempio, che i codici bianchi dei DEA (nuova denominazione dei Pronto soccorso) siano considerati una modalità per accedere all’assistenza ambulatoriale, spostandoli così verso il canale normale e le normali liste di attesa. Per il ticket per i servizi alberghieri nei ricoveri ospedalieri, poi, non si fa alcun riferimento alla reale qualità offerta".

Secondo Cittadinanzattiva, le nuove misure sono vaghe: "Un esempio sono gli sprechi legati ai contenziosi, con cifre da capogiro. Nel Lazio, si pagano 1 milione di euro al bimestre per le more legate a mancati pagamenti delle utenze. Il che equivale a 6 milioni di euro all’anno. E in questo non rientrano i costi dovuti ad inutili cause legali che si potrebbero risolvere molto più velocemente con forme alternative e con minori costi. Inoltre, l’adozione di migliori sistemi per la gestione del rischio clinico, permetterebbe un risparmio stimato in 2 miliardi di euro all’anno".

"Non potremo accettare che i cittadini si trovino di nuovo a pagare per inefficienze di cui certo non sono responsabili", spiega la Petrangolini, che non risparmia nemmeno gli appalti e le liste di attesa che producono sprechi. Cittadinanzattiva a proposito dei Cup (Centri unificati di prenotzione) riporta le stime di Confesercenti, per cui il rendere più efficiente il sistema delle prenotazioni permetterebbe un risparmio pari a 300 milioni di Euro all’anno e un migliore utilizzo dei macchinari permetterebbe un ulteriore risparmio pari a 1700 milioni di euro.

Comments are closed.