FISCO. 5 per mille, 100 mln dal Governo. Protesta il Terzo Settore: “Briciole”

Nel maxiemendamento del Governo alla Finanziaria il 5 per mille compare ma i fondi a disposizione sono molto inferiori rispetto agli anni passati: solo 100 milioni di euro la proposta, con un taglio del 75% rispetto all’anno precedente. L’intero Terzo Settore si mobilita e protesta: fondi troppo esigui per coprire le esigenze del volontariato.

Preoccupazione è stata espressa dal Forum del Terzo Settore. Ha detto Andrea Olivero, portavoce del Forum: "E’ una scelta grave e pericolosa. Grave perché in aperta contraddizione con quanto dichiarato dal Governo che da un lato non perde occasione di lodare il volontariato e il terzo settore, dall’altro cancella l’unico strumento di sostegno alle sue attività, in barba ad ogni principio di sussidiarietà. Pericolosa perché riduce il sostegno a un soggetto capace di mobilitare a sua volta risorse umane ed economiche importanti e il cui ruolo è cruciale per ricostruire coesione e inclusione sociale nonché sostenere le persone più colpite dalla crisi".

Per l’Auser, il provvedimento del Governo rappresenta "una provocazione inaccettabile". Ha detto Michele Mangano, presidente nazionale Auser: "Quello che si temeva è accaduto. Ancora una volta, il Governo nazionale ha messo a segno una manovra economica che non contiene nessun provvedimento che aiuta il Paese ad uscire dalla crisi in cui si trova. Non ci sono scelte anticicliche e risorse da destinare alla ripresa del lavoro e per i settori produttivi. Mentre persiste l’attacco ai diritti universali: all’istruzione pubblica; alla cultura; all’assistenza". E ha aggiunto: "Vi è una forte riduzione del finanziamento del 5 per mille, ridotto solo a 100milioni di euro, che rappresenta un attacco alle associazioni di volontariato che rischiano seriamente di non poter più aiutare i cittadini più bisognosi del nostro Paese. Questa scelta rappresenta anche una vera e propria provocazione per tutto il Terzo Settore. I fatti smentiscono le parole, perché quando nel Libro Bianco sul Welfare si propone la fase costituente del Terzo Settore e poi si attacca in modo così virulento una delle componenti storiche di quel mondo, come le associazioni di volontariato, si può smascherare così un bluff al quale avremmo voluto non assistere. C’è ancora una possibilità per recuperare tale iniquità? Pensiamo di sì. Invitiamo tutte le forze politiche e sociali responsabili a fare le dovute pressioni a livello parlamentare affinché vi sia un emendamento che ripristini il giusto finanziamento per le associazioni di volontariato in Italia".

Protesta anche il CSVnet, il Coordinamento nazionale dei centri di servizi per il volontariato: "Al volontariato – si legge in una nota – vanno solo le briciole". Ha denunciato il CSVnet: "Nonostante siano milioni (14.652.659 solo nel 2008) i cittadini italiani contribuenti che ogni anno scelgono di sostenere economicamente le associazioni di volontariato e di Terzo Settore, ancora una volta il governo, dopo averlo dimenticato nella proposta di Finanziaria, decide di inserire la misura del 5 per mille nel maxiemendamento, dimezzando inoltre i fondi a disposizione. Sono solo 100 i milioni previsti dalla manovra al 5 per mille, rispetto ai 400 milioni del 2008".

"E’ scandaloso – ha detto Marco Granelli, presidente di CSVnet – proporre all’ultimo momento il 5 per mille in Finanziaria riducendolo oltretutto a un quarto delle risorse elargite nel 2008. Il tempo passa e le risorse diminuiscono proprio quando c’è più bisogno: il tetto di 100 milioni di euro è anacronistico rispetto al valore di questa misura".

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