FISCO. Agenzia Entrate: una circolare per i lavoratori all’estero che devono mettersi in regola

Dall’Agenzia delle Entrate arrivano nuovi chiarimenti per i lavoratori italiani all’estero che devono mettersi in regola con i pagamenti: una "bussola" per i lavoratori dipendenti italiani in servizio all’estero e gli altri contribuenti tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale che devono regolarizzare la loro posizione in caso di mancata o incompleta presentazione del modulo RW e dei relativi quadri reddituali. Con la circolare 11/E, disponibile sul sito dell’Agenzia, si evidenziano modi e tempi per mettersi in regola col Fisco.

Per i dipendenti pubblici in servizio all’estero, la circolare, dopo aver ricordato che c’è tempo fino al 30 aprile prossimo per sanare la mancata o incompleta presentazione del modulo RW per le disponibilità finanziarie derivanti da lavoro prestato all’estero e lì detenute al 31 dicembre 2008, precisa che la mini sanzione (21 o 25 euro in base alla data in cui ci si mette in regola) sana soltanto le omissioni relative al modulo RW e la mancata dichiarazione degli interessi che derivano dal conto corrente estero. Le violazioni relative ad altre attività eventualmente detenute all’estero sono invece soggette alle sanzioni determinate secondo le regole ordinarie.

I lavoratori frontalieri e i dipendenti di imprese private italiane, straniere o multinazionali con residenza fiscale in Italia possono fruire della mini sanzione, per le violazioni commesse fino al 2008, anche nel caso in cui non svolgano più la loro attività lavorativa all’estero e abbiano mantenuto oltre confine le proprie disponibilità. Inoltre, questa sanzione leggera si applica anche agli ex dipendenti privati attualmente in pensione. Non sono invece oggetto di monitoraggio fiscale le somme versate per legge a forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero.

Il documento offre un quadro degli adempimenti disegnato non solo sui dipendenti pubblici e privati che svolgono attività lavorativa all’estero, ma anche sugli altri contribuenti soggetti all’obbligo di monitoraggio fiscale che, anziché utilizzare lo scudo fiscale, scelgono di regolarizzare la loro posizione ricorrendo al ravvedimento operoso.

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