FISCO. Assemblea Fipe: “Occorre una politica che agevoli i consumi”

Più chiarezza sugli studi di settore e una politica fiscale che aiuti aziende e consumatori. Sono le richieste espresse oggi dal Presidente della Federazione Italiana Pubblici Esercizi, Lino Enrico Stoppani, nell’ambito della 62ma Assemblea della Fipe-Confcommercio. Ha preso parte all’incontro di oggi anche il vice Presidente del Consiglio, Francesco Rutelli.

Secondo Stoppani è necessario "promuovere ogni iniziativa idonea a ridurre gli oneri che gravano sulle aziende in relazione al costo del lavoro, nonché introdurre forme di defiscalizzazione di alcune componenti del salario e dei nuovi aumenti contrattuali". Riguardo alle polemiche sugli studi di settore, il Presidente del Fipe ha sottolineato l’esigenza di chiarezza: "siamo i primi – ha affermato Stoppani – a sostenere la lotta ad evasione ed elusione, riteniamo però inutile, strumentale e dannoso infossare la questione della lotta all’evasione in termini di categorie sociali".

La parola d’ordine è: lotta ad evasione ed elusione, in quanto "sono patologie che alterano le regole della corretta concorrenza anche al nostro interno, nei confronti di quelle imprese cioe’, che rappresentano la maggioranza, che fanno il proprio dovere". Il presidente Fipe ha poi ricordato che "la dimensione del nero e del sommerso (17% del Pil secondo l’Istat) conferma che l’evasione è un fenomeno che investe tutto il Paese".

"E’ inutile – ha sottolineato Stoppani – enfatizzare la vicenda degli scontrini e delle ricevute fiscali, insistendo sulla sanzione accessoria, la chiusura dell’esercizio, spesso sproporzionata rispetto alla mancanza, cioè la violazione contestata, ma non ancora definitivamente accertata. E’ senz’altro comodo e facile concentrare l’azione ispettiva controllando chi è più esposto con le sue vetrine sulla strada, rispetto a chi può far ricorso agli strumenti sofisticati dell’elusione fiscale, i cui controlli sono decisamente più complicati e di minor successo".

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