FISCO. Camera vota fiducia alla manovra economica. Legambiente preoccupata per i tagli all’ambiente

Con 323 sì e 253 no la Camera ha votato la fiducia sul decreto legge che compone la manovra economica triennale. Il voto è atteso per giovedì prossimo dopodichè il testo passerà all’esame del Senato per la seconda lettura. Il decreto legge (n.112) che anticipa di fatto la Finanziaria contiene diverse misure. Dalla cosiddetta Robin Hood Tax alla cancellazione dei ticket sanitari, dalla ‘social card’ per i poveri alla riforma dei servizi pubblici locali, dagli statali alla sicurezza, dal piano casa alla stretta per enti locali e ministeri. Il decreto (che vale oltre 13 miliardi) fa parte della manovra economica triennale da quasi 35 miliardi, di cui circa 30 miliardi di tagli alla spesa dal 2009 al 2011. A settembre, quindi, la legge Finanziaria dovrebbe contenere soltanto le tabelle e comunque essere priva di contenuti politici.

Inoltre, la manovra conterrebbe un taglio al bilancio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare. "E’ l’ambientalismo del disfare che porterà a smontare le politiche ambientali fatte in questi anni" – commenta il vicepresidente di Legambiente Sebastiano Venneri che stima la cifra del taglio: "Quasi 250 milioni di euro, a tanto ammontano le risorse sottratte all’ambiente – sottolinea Venneri – che porteranno ad un evidente arretramento di tutte le politiche ambientali, che proprio in questo momento rappresentano invece una priorità assoluta e anche un’opportunità economica sulla quale stanno puntando tutti i paesi non solo in Europa per rendere l’industria più moderna, pulita e competitiva. Tra l’altro nessun altro dicastero ha conosciuto un simile decurtamento che, moltiplicato per i tre anni della manovra di Tremonti lieviterà fino a 750 milioni, un vero record al negativo. Dal 2009 poi – prosegue Venneri – gli accordi di Kyoto saranno effettivi e questo significa che la riduzione delle nostre emissioni non potrà essere più un buon proposito. Serve una riconversione energetica del Paese che punti ad una maggiore efficienza e al decollo delle rinnovabili ma anche a potenziare la lotta all’illegalità ambientale, contro tutte le ecomafie e ancora soluzioni alla mobilità delle nostre città assediate dallo smog. Ma senza sufficienti risorse rimarranno progetti nel cassetto".

Ma a preoccupare Legambiente è in particolare la pesante ricaduta che un taglio simile avrà su tutto il sistema delle Aree protette, che nel corso degli anni ha dimostrato sempre di più di essere capace non solo di conservare la natura e la cultura di cui certi territori sono particolarmente ricchi, ma anche di promuovere lo sviluppo. Un sistema tutto italiano di parchi e di aree protette che altri Paesi europei e non, compresi gli Stati Uniti, apprezzano e studiano e che rischia così di scomparire. "Possiamo stimare che con questa manovra le aree protette subiranno tagli per il 70% rispetto alla scorso anno – continua Antonio Nicoletti, responsabile Aree protette di Legambiente – e se a questo si aggiunge l’ulteriore sforbiciata del 10% al personale degli organi degli enti locali non economici prevista dal Ministro Brunetta, sarà il colpo di grazia al mondo delle aree protette che rappresentano uno degli esempi migliori al mondo di gestione e tutela della biodiversità. Senza fondi però tutti gli sforzi compiuti in questi anni saranno vanificati e, ancor più grave, si condanneranno allo spopolamento e alla marginalità territori oggi fucine di innovazione, economie sostenibili e del migliore Made in Itay".

 

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