FISCO. Cartelle esattoriali, Confconsumatori avverte: sono nulle se incomplete

Affinchè siano legittime, le cartelle esattoriali devono riportare la motivazione e l’indicazione del responsabile del procedimento. Lo evidenzia Confconsumatori, facendo riferimento ad un’apposita ordinanza della Corte Costituzionale ed ad altre analoghe decisioni giudiziarie sull’argomento. L’assenza dei suddetti elementi rende nullo il provvedimento di riscossione, con il conseguente diritto di opposizione da parte del contribuente. La Consulta ha espressamente stabilito la sussistenza dell’obbligo per la concessionaria riscossione tributi di motivare la cartella di pagamento e di rendere noto in essa il responsabile, ai sensi della legge 241/90 e dello statuto dei contribuenti (legge 212/2000).

La situazione denunciata dall’associazione è alquanto frequente. "E’, infatti, prassi costante dei concessionari – sottolinea Confconsumatori – non indicare alcun responsabile del procedimento, in quanto la procedura di riscossione dei tributi ed altri crediti statali viene gestita dall’esattore come se fosse una procedura informatica di massa, senza alcuna verifica della reale sussistenza del credito e della fondatezza dell’ente impositore, senza trasparenza ed equità per il presunto debitore, che non può così individuare il responsabile del procedimento, nemmeno per eventuali chiarimenti". "Le cartelle per le quali non è ancora spirato il termine di opposizione – conclude la nota – sono da contestare immediatamente da parte del cittadino. Si ricorda che la competenza varia a seconda della natura del credito. Se si tratta di imposte e tasse la competenza è della commissione tributaria, se si tratta di sanzioni amministrative è del Giudice di Pace, se si tratta di crediti previdenziali è del Giudice del lavoro".

 

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